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giovedì, 02 ottobre 2008

INFO RINNOVABILI.IT

Cari Amici,
oggi la sezione rinnovabili.it è veramente ricca di notizie... Con piacere riporto alcune belle notizie del mondo scientifico e delle scoperte nel settore delle rinnovabili.
Ecco una novità in campo della scienza per quanto riguarda il fotovoltaico... :

Celle PV come girasoli

Inseguitori solari addio, ecco il fotovoltaico “passivo”


Celle che inseguono il sole solo attraverso la modifica delle proprietà del materiale di supporto. Un’altra frontiera della tecnologia solare è stata valicata.

Per massimizzare l’efficienza dei dispositivi solari vengono ormai da tempo impiegati gli inseguitori solari, quei sistemi meccanici che orientano favorevolmente rispetto ai raggi luminosi un modulo fotovoltaico o un concentratore solare. Ma questa tecnologia potrebbe ben presto divenire obsoleta grazie ad un team di studenti del MIT. “Semplicemente” studiando quello che in fisiologia vegetale viene definito eliotropismo, vale a dire la proprietà di alcuni organi vegetali di reagire a stimoli luminosi incurvandosi nella direzione degli stimoli stessi, il team è riuscito a mettere a punto dei moduli fotovoltaici “passivi” in grado di seguire il sole nel suo percorso attraverso il cielo, senza alcuna alimentazione elettronica per il controllo del movimento. Le celle sono state montate su di un arco ricurvo in acciaio e alluminio, sensibile, al pari delle piante eliotrope, alle varie modificazioni della temperatura. E così il sistema proposto si è dimostrato in grado di muoversi lungo un asse dettato dalla temperatura, piegandosi e inclinandosi nelle diverse direzioni. Il sistema progettato dai giovani ingegneri è risultato così buono da essere addirittura premiato dal Making And Designing Materials Engineering Contest (MADMEC), il concorso co-sponsorizzato dal Science and Engineering (DMSE) del MIT e dalla Dow Chemical, Saint Gobain e General Motors.

Che ne pensate di questa scoperta?

Ma ecco un'altra genialata:

Il primo esperimento del genere

La Torre mangia CO2


Si tratta di una torre in grado di aspirare l’anidride carbonica e se il suo funzionamento venisse confermato, aldilà della fase sperimentale, darebbe un non indifferente contributo al calo dell’inquinamento atmosferico.

La torre aspira-anidride carbonica, battezzata “CO2 Tower”, è in effetti la prima macchina per aspirare il venefico gas che tanto danno procura all’ambiente.
E’ inutile dire che se un’applicazione in serie di questa tecnologia funzionasse, sarebbe a dir poco una “manna” per la lotta all’inquinamento. Questo “aspiratore” funziona grazie ad un processo chimico-termodinamico: l’aria aspirata viene messa a contatto con particelle di idrossido di sodio, le quali provocano la scissione della CO2 presente.
E’ stata progettata e realizzata all’università di Calgary (Alberta, Canada) dal professor David Keith e da un’equipe di scienziati e tecnologi i quali ne illustrano le prospettive di sviluppo:
“E’ un prototipo sperimentale già funzionante, un impianto relativamente semplice che si basa su tecnologie mature. Ha il pregio di poter svolgere la sua funzione in qualunque posto del pianeta, separatamente da un impianto di produzione energetica. Ne stiamo mettendo alla prova l’efficienza per verificare la nostra ipotesi che possa essere conveniente realizzarlo e distribuirlo in una molteplicità di esemplari”.
Il professor Keith ci tiene a distinguere bene le differenze tra questa sua tecnica e quella del cosiddetto “Carbon Capture and Storage”.
“Il CCS preleva l’anidride carbonica ai camini di centrali elettriche o industrie, dove si trova in alte concentrazioni, la nostra macchina, invece, direttamente dall’aria”. E all’obiezione di chi chiede se non sia più vantaggioso, piuttosto che aspirare CO2 dall’aria (concentrazione 0,04%), applicarlo invece alle emissioni di un impianto energetico (concentrazione 10%) risonde: “Il fatto è che una larga fetta di CO2 è prodotta da sorgenti mobili: auto, aeroplani, navi, dove la tecnica CCS è inapplicabile. Di qui la necessità di pensare anche a una rimozione direttamente dall’aria”.
I primi risultati sembrerebbero davvero incoraggianti. Il loro prototipo richiede 100 kWh per tonnellata di CO2 estratta. “Questo vuol dire che, usando una centrale elettrica a carbone per alimentare la nostra macchina – spiega Keith – per ogni unità di elettricità prodotta per farla funzionare, catturiamo CO2 dieci volte di più di quella emessa dalla centrale per il nostro fabbisogno”.
Insomma, una volta assodata, l’efficacia di questa tecnologia, va solo calcolata la possibilità di una realizzazione in larga scala.
Per conoscere il progetto nei suoi dettagli si può visitare direttamente il sito dell’uniiversità.

Beh, che dire... Potrebbe essere benissimo installata nelle aree colpite da diossina a causa di incendi ai cassonetti e dagli inceneritori di rifiuti.

Ma intanto, ecco un record che può benissimo essere inserito tra i guinnes dei primati (perdonatemi se non si scrive così):

New York, 26 settembre 08

Sempre maggiore potenza

Celle fotovoltaiche: record mondiale di efficienza


Milgliora sempre di più l’efficienza delle celle fotovoltaiche. Ora l’asticella è stata posta ad una percentuale di 40,8, grazie al’impiego di fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio.

ll record mondiale, per quanto riguarda l’efficienza di una cella fotovoltaica, è stato stabilito al National Renewable Energy Laboratory (NREL) statunitense, con una percentuale del 40,8%. E’ un tipo di cella a tripla giunzione concepita, realizzata e sperimentata, dal NREL, impiegando strati costituiti da fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio. Il programma produttivo è stato chiamato IMM (Inverted Metamorphic Multi-juntions) .
Questa tecnologia consente alla cella di sfruttare una gamma più ampia di frequenze dello spettro solare e così può utilizzare più energia da convertire in elettricità.
La caratteristica potenza della cella è stata misurata con concentrazione solare pari a 386 soli (cioè pari a 386 volte la radiazione disponibile che arriva sulla superficie della terra). Si tratta molto più dei 240 soli del precedente record del luglio 2007 (40,7%). E forse proprio in questo sta quella differenza dello 0,1% in più.
Comunuque il primato è stato segnalato dalla rivista “R&D Magazine” come una tra le 100 scoperte più innovative del 2008. Ma dal punto di vista concreto questa nuova cella potrà essere impiegata nello spazio sia per i satelliti oppure nei sistemi a concentrazione, con lenti ad hoc. La società Emcore già pensa di commercializzarla nei prossimi due anni.

Beh, che dire... Sempre meglio... Queste notizie ti fanno sorridere, sperare, e amo tenervi informati di ciò. E' un piacere per me riportare a voi queste notizie che ti fanno stare veramente bene. Poi, però, ce ne sono altre, come le dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente e dei "rappresentanti" del governo ad una riunione del Parlamento Europeo, che ti fanno stare male.

Come volevasi dimostrare: l'Italia non vuole raggiungere gli obiettivi europei, ma solo avvicinarsi MOLTO lentamente, e molto più lentamente degli altri Paesi europei.

Ma sono stanchissimo, ne ho fin sopra la testa (e forse anche voi) di polemizzare con loro e di stare qui a scrivere sempre le solite cose che ti fanno ribollire il sangue ogni volta per la rabbia. Ormai la situazione non è più recuperabile se si continua così...

Auspico fortemente che CHI VUOLE SVILUPPARE LE RINNOVABILI vinca le elezioni fra 4 anni e mezzo, tenendo conto di tutte queste innovazioni. Teniamo duro.

Saluti! E alla prossima, con un altro appuntamento con le informazioni e gli aggiornamenti dal sito www.rinnovabili.it.


martedì, 09 settembre 2008

DIRETTAMENTE DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

Le previsioni del cancro

Gli inceneritori spuntano nelle Regioni italiane come l’amanita falloide. Svettano da lontano. Oggetti di design. Ci fanno pure le gite scolastiche. Sono i funghi velenosi dei partiti. Non è necessario coglierli per morire. Basta respirarli. Vengono raccomandati in televisione in programmi condotti da presentatori imbelli.
Il partito degli inceneritori è trasversale, ma quello di Casini che ne vuole piazzare quattro nel suo feudo siciliano, è anche ultraterreno, vuole avvicinare all’aldilà tutti i siciliani.
La raccolta differenziata rende inutili gli inceneritori. L’eliminazione degli imballaggi superflui li azzera.
La mappa degli inceneritori sovrapposta alla riduzione dell’aspettativa di vita a causa degli antropogenici PM 2,5 in Italia è illuminante.Più inceneritori, più tumori per tutti.
La mappa permette di fare le "Previsioni del cancro". In Val Padana sono molto alte, diffuse come la nebbia.

inceneritori_Padania.jpg

In Calabria e nella Sicilia orientale hanno una diffusione intensa, ma cumuliforme. Contenute, invece, al pari di una riduzione del PM 2,5, in Sicilia orientale.

inceneritori_Sicilia.jpg

Bel tempo sanitario sulle Alpi orientali e in Valle d’Aosta. Su quest’ultima regione è previsto però un aggravamento a breve grazie a un inceneritore nuovo di zecca.

inceneritori_Nordest.jpg

La distribuzione tumorale nel Paese nel suo complesso tende a stratificarsi e a diffondersi con una certa continuità. Le previsioni di mortalità diffusa a medio termine sono pressoché certe.
Un tornado elettorale potrebbe spazzare via le cause della bassa attesa di vita se riuscisse a interessare le formazioni politiche più esposte sul fronte degli inceneritori. Seguiranno dettagli.

COSA NE PENSATE? EH Sì, E' DURA DA ACCETTARE, MA E' COSì.


mercoledì, 27 agosto 2008

NO AI RIFIUTI COME FONTE RINNOVABILE!

Cari Amici,
vi invito con insistenza a firmare la petizione su www.firmiamo.it, per cancellare una ingiusta disposizione. Questo è il testo della petizione, che troverete sul sito:

A: Parlamento Italiano

L’articolo 43, lettera E, della legge di acquisizione della direttiva comunitaria numero 77 del 2001, sul finanziamento alle fonti rinnovabili, la legge 39/2002, inserisce i rifiuti tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili, ivi compresi i rifiuti non biodegradabili.

Questa è una truffa e un pericolo per il nostro futuro: infatti, l’Unione Europea aveva messo come obiettivo all’Italia il raggiungimento del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020.

Ora, con questo articolo, anche i termovalorizzatori sono considerati fonte rinnovabile.

C’è il SERIO rischio che il governo rivendichi il raggiungimento dell’obiettivo comunitario, ma SOLO GRAZIE AI RIFIUTI, CONSIDERATI FONTE RINNOVABILE SOLO NEL NOSTRO PAESE. Così facendo blocca lo sviluppo delle VERE fonti energetiche rinnovabili, e dà solo attenzione agli inceneritori, senza investimento alcuno su eolico e fotovoltaico.

Sarebbe un grave danno per l’economia nazionale, per l’Ambiente e per la concorrenza dell’Italia con gli altri Paesi europei.

Noi chiediamo al Parlamento Italiano di cancellare questa ingiusta disposizione.

Se condividete, vi prego di firmare. Ci servono 50.000 firme. Siamo arrivati SOLO a quota 17. Forza! Abbiamo bisogno di forza! Firmate la suscritta petizione. Andate su

www.firmiamo.it/noairifiuticomefonterinnovabile

Firmate in tanti (chi lo ha già fatto, non firmi), e vi supplico di diffondere la petizione quanto più possibile.
Grazie!

venerdì, 22 agosto 2008

INFO EMERGENZA RIFIUTI

COLPA DELLO STATO
Cari Amici, riporto quello che ha scritto il blogger amico Vinny81 nel suo blog.

DSCN0748
Scandalo rifiuti in Campania: lo Stato protegge chi sbaglia e guadagna e da botte a chi paga
L’informazione diffusa dai mass media circa l’emergenza-scandalo rifiuti ha fatto credere ai cittadini italiani che il problema sia causato dalla inciviltà dei campani e dall’incapacità degli amministratori locali condizionati dalla malavita organizzata e che solo negli ultimi mesi, grazie al governo di centro destra, è finalmente intervenuto lo Stato che in pochi giorni ha efficacemente avviato la risoluzione dell’annoso problema imponendo la costruzione di inceneritori e discariche. Gran parte degli italiani, stanchi di subire gli effetti delle immagini negative degne di un paese sottosviluppato immerso, in parte, nell’immondizia, crede a questa versione mediatica. Le cose non stanno così. In realtà, l’emergenza rifiuti è un’invenzione governativa di 14 anni fa! Non ho sbagliato! Lo Stato Italiano è stato l’artefice principale di quanto avvenuto in Campania, certo con il sostegno di persone che hanno rappresentato e tuttora rappresentano le Istituzioni locali, con l’indifferenza “omertosa” di persone elette dai cittadini, con la distrazione e incredulità dei cittadini stessi che hanno stentato a comprendere il progetto ben coperto giuridicamente che ha trasformato la Campania in terra da depredare spietatamente. Complimenti a coloro che hanno avuto la “criminogena” ispirazione iniziale di avviare l’operazione “Emergenza rifiuti in Campania” protetta giuridicamente dalla legge 225 del 24 febbraio 1992 (Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”) in quanto basata sulla continua persistenza dello “Stato di emergenza”, ritenuto irrisolvibile in quanto causato dalla ingovernabilità dei campani condizionati dalla malavita organizzata, che ha autorizzato il Presidente del Consiglio dei Ministri di turno (espressione di maggioranze partitiche diverse) a ricorrere sistematicamente al “potere di ordinanza” avvalendosi di “commissari delegati” ai quali sono stati conferiti poteri straordinari da usare in deroga alle leggi vigenti. Questo “peccato originale” è consentito anche dal fatto che la legge 225 non indica la durata massima dello stato di emergenza ed è comprovato dalle ordinanze del Presidente del Consiglio e del Commissario di Governo di turno relative all’emergenza rifiuti che iniziano sempre con la frase “Visto l’art. 5 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225. Infattisolo se si verificano le condizioni previste all'articolo 2, comma 1, lettera c (tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi), il Consiglio dei Ministri può deliberare lo stato di emergenza.
Riflettendo scientificamente su quanto accaduto, appare strano che lo Stato Italiano in 14 anni non sia riuscito a risolvere la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in Campania. Si prospettano due soluzioni. Una prima soluzione, buonista, impone di credere che per 14 anni lo Stato Italiano, impiegando poteri speciali, non sia riuscito a risolvere il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti in Campania. Ciò sarebbe stato possibile solo se i poteri speciali fossero stati sistematicamente attribuiti da Presidenti del Consiglio dei Ministri incapaci di controllare l’operato delle persone, di loro fiducia, rivelatesi sempre assolutamente non idonee a risolvere l’emergenza rifiuti. Un’altra soluzione, sconcertante, si basa sulla possibilità che si sia fatto un malizioso e improprio uso della legge 225 per ottenere benefici a scapito dei cittadini campani. In particolare sarebbe stato artatamente mantenuto in vita uno stato di emergenza con la conseguente necessità di intervenire con poteri speciali, spendendo risorse finanziarie pubbliche in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie che regolamentano la spesa pubblica; in altre parole se un sindaco avesse speso i soldi pubblici come hanno fatto finora i vari Commissari di Governo, senza la loro copertura giuridica speciale, sarebbe stato immediatamente perseguito dalla magistratura e irrimediabilmente condannato per il reato. Varie indagini della magistratura hanno evidenziato che sotto la protezione del Commissariato di Governo sarebbero stati commessi vari abusi e attività non lecite come si evince dal processo in corso contro 28 imputati, tra cui ex vertici Impregilo e del Commissariato e il governatore Antonio Bassolino; vari alti funzionari del Commissariato sono stati interessati dall’attività della magistratura. I Commissari di Governo nominati direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri di turno hanno sempre rappresentato direttamente lo Stato Italiano. Si può dire che lo Stato ha agito male, nel senso che ha consentito la realizzazione di interventi che nonostante le ingenti somme spese non si sono rivelati idonei a risolvere l’emergenza rifiuti anzi, l’hanno sapientemente mantenuta viva e vegeta per non chiudere il lucroso “Pozzo di San Patrizio” rappresentato dal potere speciale che consente di spendere grandi quantità di soldi pubblici in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie. Non si può certo affermare che lo Stato Italiano sia stato assente nell’emergenza-scandalo rifiuti in Campania. A questo punto è lecito chiedersi: “ma quale Stato Italiano è stato ed è presente in Campania?”. Finora si è caratterizzato per favorire e proteggere coloro che hanno speso disinvoltamente i soldi pubblici e coloro che hanno realizzato interventi non idonei a risolvere lo scandalo rifiuti danneggiando le risorse ambientali e idriche e con esse l’assetto socio-economico regionale. Si è distinto anche per avere fatto credere agli italiani che l’emergenza rifiuti è solo un problema campano dove amministratori incapaci governano cittadini sporchi e cattivi e per di più sottomessi alla malavita organizzata. A simili cittadini devono essere imposti dallo Stato, solo con la forza e le botte, gli interventi per salvare la faccia anche al resto dell’Italia. Anche se lo scandalo rifiuti non si chiude, anche se gli interventi non sono adeguati, anche se i cittadini hanno ragione a protestare contro opere pericolose per la salute e l’ambiente, è importante divulgare un’immagine di efficientismo governativo militarizzato e nel frattempo continuare a usare i poteri speciali. Tanto pagano i cittadini, anche quelli campani (praticamente “cornuti e mazziati”), per sostenere le sorti finanziarie delle lobbies parassitarie.
17 agosto 2008                            Prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

NON HO PAROLE.

mercoledì, 16 luglio 2008

MALATTIA INCURABILE

Cari Amici,

L’industria in Sardegna sta attraversando un periodo critico: trentamila persone rischiano di perdere il posto di lavoro, chi per un motivo, chi per un altro. E intanto aumentano i costi dell’energia, e non si sa come venire a capo di questo problema. Per ultimo, l’UE ha bloccato i finanziamenti alla centrale elettrica a carbone del Sulcis Iglesiente, perché il governo non ha seguito la procedura prevista dalla stessa UE.

La Regione sembra non volerne sapere di salvare l’industria e i trentamila posti di lavoro, che serviranno per sfamare altrettante famiglie e per produrre energia.

I sindacati principali intanto stanno preparando uno sciopero e una manifestazione per salvare l’industria sarda. E noi? Prima ci mettiamo contro l’industria, perché avvengono quasi ogni giorno dei piccoli incidenti, e quasi ogni giorno queste industrie emettono delle sostanze tossiche nell’atmosfera, oltre all’anidride carbonica che è quotidiana. E ora, invece, manifestiamo in loro favore.

Non abbiamo mai il coraggio di cambiare. Invece di puntare sulla differenziazione dell’energia, e di puntare sulle fonti rinnovabili per produrla per tutta la Sardegna, si punta ancora sul petrolio e sul carbone. E cosa ci possiamo fare? Siamo fatti così. Invece di aiutarla a morire, l’industria la salviamo, e fra qualche anno torneremo a protestare contro di essa.

Prima protestiamo contro l'industria perché inquina ed emette quotidianamente una dose di anidride carbonica e di veleni nell'aria e nell'atmosfera, e poi protestiamo perché la vogliamo vedere fumare, e perché non vogliamo vedere chi ci lavora e chi ha famiglia, dormire per strada.

Sembra che anche stavolta il potere, l'industria, la schifezza, l'inquinamento, debbano farla ancora una volta da padrona, al posto delle fonti rinnovabili e dello sviluppo ecosostenibile.

Quando mai non abbiamo ancora capito che l'industria deve andare in pensione, che sta per morire, FINALMENTE? Quando impareremo a dare il colpo di grazia all'industria, che per oltre trecento anni ha stradominato la scena energetica mondiale, rendendosi responsabile di enormi disastri, come quello di Chernobyl, o di Bhopal? Quando impareremo ad avere il coraggio di staccare la spina all'industria, di farla morire in eutanasia, di darle l'estremo saluto, e di cambiare strada, di sbattere la porta in faccia alle energie fossili e nucleari, per aprire un portone sulle fonti energetiche rinnovabili, che "che che se ne dica" producono energia sufficiente, a tutta la popolazione, e sostituire completamente queste sporche energie?

I politici cercano di convincere la gente della falsa inutilità e poca efficienza delle rinnovabili contro l'urgenza e la produttività delle fonti fossili, che secondo loro, sarebbero in grado di soddisfare l'intero fabbisogno energetico mondiale. Forse ho anche una soluzione.

Magari facciamo lavorare gli industriali lì, i lavoratori della carbosulcis facciamoli fare pannelli solari, fotovoltaici, o pale eoliche, o ancora bacini idroelettrici. La scelta è tanta. Basta avere il coraggio di cambiare, senza per questo lasciar morire di fame nessuno.

CHANGE? YES, WE CAN! Già... Ma quando?


mercoledì, 21 novembre 2007

ECOBLOG HA RIPORTATO UN RIVOLTANTE FATTO, CHE VA DENUNCIATO IMMEDIATAMENTE

Mbeubeus vivere di rifiuti

E’ una delle più grandi discariche africane quella di Mbeubess, nella periferia della capitale senegalese. Avvolta da un fumo acre, è una grande piattaforma fatta di rifiuti che si sono sedimentati da oltre 30 anni e che ogni giorno si accumulano. Sono rifiuti di tutti i tipi, domestici ma anche industriali (di provenienza anche italiana).

di Simona Risi - ITA 18′
Mbeubeus è la discarica di Dakar. Qui giungono, anche dal mondo “civilizzato”, tonnellate di rifiuti (compresi pure quelli tossici) che vengono scaricati dai camion nella desolata periferia della città. Intorno a questi giganteschi cumuli di spazzatura sono sorti piccoli villaggi, i cui abitanti, perlopiù ex contadini emigrati dalle campagne a causa della desertificazione, sono impegnati nella attività di riciclo “alla africana”: si aggirano per gli immondezzai e a mani nude raccolgono i rifiuti, differenziabili: lattine, bombolette, oggetti di plastica. Il tutto poi viene rivenduto per 2 lire alle aziende che re-immettono queste sostanze nel ciclo produttivo. Questo lavoro miserabile viene svolto anche da giovani bambini che ogni giorno si avventurano nei pericolosi tumuli di rifiuti per cercare cavi di metallo da vendere per portare un po’ di denaro alla famiglia.
Cari Amici,
denuncio apertamente questo fatto, commentando questo post per dire che non c'è cultura ambientale. La gente deve essere rieducata alla cultura dell'ambiente, e a denunciare tutti questi fatti.
Ognuno di noi deve essere più attento a questi fatti, a denunciarli, e ad abbattere con coraggio il muro dell'omertà. E' impensabile che oggigiorno accada qualcosa del genere!

postato da: paol84 alle ore 09:38 | link | commenti (2)
categorie: discariche, rifiuti, tossico, ecoblog
il cannocchiale