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giovedì, 09 ottobre 2008

INFO RINNOVABILI.IT

Cari Amici,
eccoci al consueto appuntamento con l'informazione dal sito www.rinnovabili.it.
Ecco una notizia che fa sperare (anche se non molto), e altre stupende: scoperte, ancora scoperte! In campo tecnologico! Beh, l'intelligenza dell'uomo anche in questo caso ha superato la stupidità dei politici. In sintesi, perché le notizie sono tantissime...

Strasburgo, 8 ottobre 08

Da Strasburgo all’Italia

Direttiva UE: da Europarlamentari italiani lettera aperta a Marcegaglia


Secondo Frassoni, Musacchio, Guidoni e Sacconi la competitività italiana può essere difesa solo investendo risorse sulla ricerca e sullo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale.

A poche ore dai risultati della votazione della Commissione Ambiente sulla proposta clima/energia dell’esecutivo europeo, gli europarlamentari Monica Frassoni (Verdi), Umberto Guidoni (Gue-Pdci), Roberto Musacchio (Gue-Prc) e Guido Sacconi (Pse) hanno di concerto inviato una lettera aperta al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Nella missiva vengono denunciate le posizioni degli industriali e del governo italiano contro il pacchetto UE, definendole “una strategia profondamente sbagliata” ed “un grosso rischio per la nostra industria e per l’Europa”. La lettera aperta vuole essere una risposta a quanto affermato dalla stessa Marcegaglia assemblea dei giovani industriali a Capri, secondo cui l’Italia si sarebbe data obiettivi unilaterali irrealistici con costi altissimi, stimati in 20 miliardi di euro l’anno da qui al 2020. “I dati sui quali Lei si basa, come ha fatto non meno di 15 giorni fa il Ministro Ronchi, per definire i costi per l’industria italiana – osservano i quattro firmatari – non sono pubblici e quindi non possono essere discussi e confutati correttamente; si riferiscono allo studio solo preliminare dell’Istituto Rie di Bologna che però non è ancora stato reso pubblico: ciò nonostante il Ministero dell’Ambiente ne ha rielaborato alcune proiezioni basate su dati non attendibili e metodologicamente non corretti”. Gli eurodeputati affermano invece che “l’unica valutazione di impatto riconosciuta esistente”, quella della Commissione europea, parli piuttosto “di un costo, in investimenti e per tutta l’UE di 91 miliardi nel 2020 (che per l’Italia sarebbero dunque solo di 8) e di un risparmio di 50 miliardi in importazioni di idrocarburi e di 10 miliardi per minor inquinamento, portando il costo reale a 31 miliardi (di cui solo 2,7 per l’Italia)”. Se si vuole davvero “difendere la competitività delle aziende italiane”, continuano “non c‘è altra strada, nel breve e nel medio termine, se non quella di puntare a ciò che davvero abbatte i costi dell’approvvigionamento energetico, ossia il risparmio e l’efficienza energetici, e alle tecnologie per le fonti rinnovabili”. E ricordano inoltre come la Commissione UE abbia sottolineato “il grande potenziale del pacchetto energia rispetto alla creazione di migliaia di nuove imprese (a partire dalle Esco, le imprese che aiuteranno le aziende nell’aumento dell’efficienza energetica dei propri consumi) e di milioni di nuovi posti di lavoro. Già oggi solo in Germania il settore delle rinnovabili genera 240 miliardi di dollari di fatturato e dà lavoro a 250.000 persone (solo nell’eolico si sono visti aumentare i posti di lavoro di 8.000 unità nel 2007)”

Commenti alla votazione del parlamento europeo

Greenpeace e Legambiente divisi sulle norme Ue votate oggi


La votazione dell’europarlamento che ha sposato l’interpretazione più restrittiva sulla regolamentazione delle emissioni dei gas serra, ha suscitato i commenti positivi di Legambiente, mentre ha provocato le critiche di Greenpeace

Reazione differenti per i risultati della votazione dell’europarlamento sulla regolamentazione delle emissioni di gas serra e sulla normativa inerente alle quote CO2. Infatti Legambiente esprime la sua soddisfazione: “Ora il governo italiano dovrà smetterla con le richieste di riduzione degli impegni e sbrigarsi a correre ai ripari se non vorrà rimanere l’eterna zavorra dell’Ue e accollare agli italiani anche i costi miliardari delle multe. – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – Basta quindi con le richieste di sconti. Il voto di oggi dimostra che non esiste alcuna sponda per le lamentele del governo italiano e che gli obiettivi di riduzione sono realmente perseguibili. La lotta ai mutamenti climatici richiede interventi in linea con il resto dei governi e l’Italia farebbe bene a sfruttare l’occasione investendo con più forza in innovazione tecnologica nelle fonti rinnovabili come elementi più appropriati per il rilancio dell’economia reale”.
Molto diversa invece la valutazione del Greenpeace che non nasconde le sue perplessità. “Il Parlamento ha confermato che l’obiettivo unilaterale per la riduzione dei gas serra scatterà al 30% in caso di raggiungimento di un accordo internazionale per la seconda fase di Kyoto. Tuttavia – ribadisce Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace – sono stati stanziati nuovi sussidi all’industria del carbone, concedendo crediti di CO2 per 10 miliardi di euro a progetti di cattura e sequestro della CO2 (CCS). La patata bollente passerà ora nelle mani del Consiglio europeo dell’energia il prossimo 10 ottobre. E’ impensabile lasciare alle spalle l’era oscura delle fonti fossili se l’Europa continua a elargire nuovi incentivi. La CCS è una truffa per tenere in piedi l’industria del carbone, abbiamo invece bisogno di una rivoluzione energetica pulita adesso”.


Ma eccoci alle nuove tecnologie e scoperte. Tenetevi forteee!!! Tutto d'un fiato!
In sintesi.

Celle solari arrotolabili come tappeti

Ottenuto in laboratorio una nuova tecnica per produrre le celle solari in silicio abbastanza flessibili da poter essere arrotolate attorno ad una penna e abbastanza trasparenti da poter essere utilizzate per dare colore alle finestre di edifici e automobili.

Canberra, 3 ottobre 08

Rinnovabili: due in uno è meglio

di Stefania del Bianco


Dall’Australia una nuova generazione di pannelli solari, che producono simultaneamente elettricità e acqua calda, dimezzando i costi normalmente associati all’applicazione di entrambe le tecnologie

LE TECNONEWS DELLA SETTIMANA – “Two is meglio che one” apostrofava una famosa pubblicità di gelati, un discorso che si sta dimostrando validissimo anche per le tecnologie rinnovabili. Fondere tra loro fonti di energia alternativa differenti, infatti, può costituisce un intelligente escamotage per ridurre i costi dei dispositivi senza nulla togliere alle singole efficienze. E “Due in Uno” è il nome che è stato affibbiato al progetto sviluppato da Igor Skryabin dell’Australian National University (ANU) di Canberra.
Si tratta di un pannello foto-termico, in grado pertanto di produrre contemporaneamente sia calore che elettricità, ma che rispetto alle spese associate all’installazione dei due sistemi separati taglierebbe quasi a metà i costi. I pannelli sono costituiti da lunghi e sottili canali rivestiti da specchi che hanno il compito di concentrare l’energia solare su di una striscia di sliver cells (SC) che la percorre in tutta la loro lunghezza. Le SC sono note per utilizzare solo un decimo del silicio che normalmente si trova nelle celle classiche. La tecnologia SC utilizza wafer di silicio monocristallino spessi 1-2 mm e sottoposti a graffiatura laser o ad attacco anisotropo, in modo da creare solchi profondi e stretti su tutta la superficie. Il risultato è una cella che presenta una serie di “scaglie” (slivers per l’appunto) spesse solo 50 μm, in grado di catturare la luce su entrambe le facce.
Ogni striscia contiene al suo interno acqua trattata che sotto il sole si riscalda. Il calore viene successivamente trasferito ad un serbatoio di accumulo, esattamente come accade nei classici sistemi solari termici. Un’installazione di media grandezza potrebbe fornire acqua calda sufficiente per un’unità familiare. Al progetto, tuttora in fase di sperimentazione partecipano anche l’Università di Tianjin in Cina e la compagnia della Silicon Valley Chromasum, che si occuperanno in futuro della fase di commercializzazione.

Singapore, 30 settembre 08

Flow, l'impianto domestico foto-eolico


Per gli amanti dell’eco-living, arriva una nuova tipologia di generatori elettrici familiari, nati dal connubio del fotovoltaico con l’energia del vento

Si rimane in tema di mix rinnovabile con l’impianto disegnato dal cinese Wang Yigang. Flow, questo il nome di battesimo, è stato concepito come sistema domestico per la produzione d’energia che sappia sfruttare contemporaneamente sia la fonte eolica che quella solare, cosicché all’occorrenza l’uno possa supplire alla scarsità dell’altro. Semplice nella sua struttura, Flow utilizza sei celle fotovoltaiche arcuate, per poter assorbire la massima quantità di radiazione solare, e disposte come petali intorno ad un asse rigido. Sotto la calotta fotovoltaica è montata una turbina Darreius ad asse verticale, in grado di operare anche con velocità di vento molto basse. Inoltre il “guscio” solare è stato disegnato da Yigang affinché rimanga mobile ed aiuti così il generatore eolico a girare più rapidamente, creando un mulinello interno.

Fonte: Design Blog

3 ottobre 08

SunWin, l'involucro vetrato altamente isolante

di Elisa Gabrieli


La tecnologia del vetro unita al potere isolante della lana di roccia per la creazione di sistema passivo di controllo energetico: un pannello per facciate continue altamente performante e totalmente integrato

Un involucro ben progettato, funzionale, architettonicamente ben inserito nella costruzione, al contempo efficiente e ambientalmente sostenibile. È questa la sfida alla quale hanno risposto i creatori del pannello in vetro per facciate ad alto isolamento termico Vetrina Color.
Si tratta di un elemento per facciate continue vetrate che assolve alla duplice funzione di accumulare la radiazione solare in inverno isolando dal freddo e contemporaneamente di abbassare l’onda termica estiva. L’elemento in questione è un semplice pannello in legno-cemento, accoppiato ad un vetro di sicurezza colorato, dello spessore complessivo di soli 14,8 centimetri, che consentirebbe di raggiungere un coefficiente di 0,10 W/m2k.

Fonte: Sunwin-energy.com 

 Fremont, 8 ottobre 08

Innovazioni per il CIGS

Dalla California i moduli fotovoltaici cilindrici


L’azienda californiana Solyndra ha recentemente annunciato d’esser riuscita a ottenere un modo nuovo e più conveniente per produrre i moduli fotovoltaici. Il segreto è nella forma…

Si sa che i prezzi elevati legati al solare fotovoltaico costituiscono purtroppo il tallone d’Achille di questa tecnologia. I progressi non mancano, ma per molti casi, pur promettenti, si parla solo di fasi prototipali ancora lontane dalla grande distribuzione. A portare un’ulteriore innovazione nel campo ci prova ora Solyndra, un’azienda californiana, con una nuova tecnologia sviluppata per la quale ha già ricevuto importanti finanziamenti, dell’ordine di 600 milioni di dollari.

I moduli prodotti dall’azienda sono cilindrici, simili nell’aspetto a lampade al neon ed in grado di catturare la luce solare diretta, indiretta e diffusa, ottimizzando così l’assorbimento per un periodo più lungo. Un pannello composto da 40 cilindri 1×2m, fa sapere la società, produrrebbe circa180W.

Roma, 7 ottobre 08

Politiche energetiche

Minambiente: 10 mln per la ricerca su efficienza e rinnovabili


Prestigiacomo: da qui ai prossimi 10 anni dobbiamo puntare a tecnologie, capaci di farci consumare meno e meglio e di sfruttare in condizioni economiche più competitive sole, vento, biomasse.

Nuovi finanziamenti vengono annunciati dal Ministero dell’Ambiente sempre in materia di energia sostenibile. Arriva, infatti, oggi la comunicazione del bando dedicato all’efficienza energetica e fonti rinnovabili e diretto ad enti pubblici e privati, per il quale il Governo ha previsto una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro. Obiettivo del programma è quello di stimolare la ricerca mirata alla creazione di tecnologie facilmente replicabili, che sappiano incrementare l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti pulite di energia, la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno da rinnovabili, nonché interventi sui sistemi di mobilità destinati a migliorare la qualità ambientale nei centri urbani.

Che ve ne pare? Tanti argomenti, tante scoperte, tante buone notizie. Come sempre le fonti rinnovabili non fanno male a nessuno e rallegrano tutti (gli onesti). Non come Ronchi, che ancora una volta ha detto, anche dopo il voto, che per l'Italia sarebbe troppo oneroso.

Chiedo scusa a tutti se vi ho stressato con questo lunghissimo post, ma queste sono notizie troppo importanti. Saluti! Al prossimo aggiornamento di INFO RINNOVABILI.IT.


giovedì, 02 ottobre 2008

INFO RINNOVABILI.IT

Cari Amici,
oggi la sezione rinnovabili.it è veramente ricca di notizie... Con piacere riporto alcune belle notizie del mondo scientifico e delle scoperte nel settore delle rinnovabili.
Ecco una novità in campo della scienza per quanto riguarda il fotovoltaico... :

Celle PV come girasoli

Inseguitori solari addio, ecco il fotovoltaico “passivo”


Celle che inseguono il sole solo attraverso la modifica delle proprietà del materiale di supporto. Un’altra frontiera della tecnologia solare è stata valicata.

Per massimizzare l’efficienza dei dispositivi solari vengono ormai da tempo impiegati gli inseguitori solari, quei sistemi meccanici che orientano favorevolmente rispetto ai raggi luminosi un modulo fotovoltaico o un concentratore solare. Ma questa tecnologia potrebbe ben presto divenire obsoleta grazie ad un team di studenti del MIT. “Semplicemente” studiando quello che in fisiologia vegetale viene definito eliotropismo, vale a dire la proprietà di alcuni organi vegetali di reagire a stimoli luminosi incurvandosi nella direzione degli stimoli stessi, il team è riuscito a mettere a punto dei moduli fotovoltaici “passivi” in grado di seguire il sole nel suo percorso attraverso il cielo, senza alcuna alimentazione elettronica per il controllo del movimento. Le celle sono state montate su di un arco ricurvo in acciaio e alluminio, sensibile, al pari delle piante eliotrope, alle varie modificazioni della temperatura. E così il sistema proposto si è dimostrato in grado di muoversi lungo un asse dettato dalla temperatura, piegandosi e inclinandosi nelle diverse direzioni. Il sistema progettato dai giovani ingegneri è risultato così buono da essere addirittura premiato dal Making And Designing Materials Engineering Contest (MADMEC), il concorso co-sponsorizzato dal Science and Engineering (DMSE) del MIT e dalla Dow Chemical, Saint Gobain e General Motors.

Che ne pensate di questa scoperta?

Ma ecco un'altra genialata:

Il primo esperimento del genere

La Torre mangia CO2


Si tratta di una torre in grado di aspirare l’anidride carbonica e se il suo funzionamento venisse confermato, aldilà della fase sperimentale, darebbe un non indifferente contributo al calo dell’inquinamento atmosferico.

La torre aspira-anidride carbonica, battezzata “CO2 Tower”, è in effetti la prima macchina per aspirare il venefico gas che tanto danno procura all’ambiente.
E’ inutile dire che se un’applicazione in serie di questa tecnologia funzionasse, sarebbe a dir poco una “manna” per la lotta all’inquinamento. Questo “aspiratore” funziona grazie ad un processo chimico-termodinamico: l’aria aspirata viene messa a contatto con particelle di idrossido di sodio, le quali provocano la scissione della CO2 presente.
E’ stata progettata e realizzata all’università di Calgary (Alberta, Canada) dal professor David Keith e da un’equipe di scienziati e tecnologi i quali ne illustrano le prospettive di sviluppo:
“E’ un prototipo sperimentale già funzionante, un impianto relativamente semplice che si basa su tecnologie mature. Ha il pregio di poter svolgere la sua funzione in qualunque posto del pianeta, separatamente da un impianto di produzione energetica. Ne stiamo mettendo alla prova l’efficienza per verificare la nostra ipotesi che possa essere conveniente realizzarlo e distribuirlo in una molteplicità di esemplari”.
Il professor Keith ci tiene a distinguere bene le differenze tra questa sua tecnica e quella del cosiddetto “Carbon Capture and Storage”.
“Il CCS preleva l’anidride carbonica ai camini di centrali elettriche o industrie, dove si trova in alte concentrazioni, la nostra macchina, invece, direttamente dall’aria”. E all’obiezione di chi chiede se non sia più vantaggioso, piuttosto che aspirare CO2 dall’aria (concentrazione 0,04%), applicarlo invece alle emissioni di un impianto energetico (concentrazione 10%) risonde: “Il fatto è che una larga fetta di CO2 è prodotta da sorgenti mobili: auto, aeroplani, navi, dove la tecnica CCS è inapplicabile. Di qui la necessità di pensare anche a una rimozione direttamente dall’aria”.
I primi risultati sembrerebbero davvero incoraggianti. Il loro prototipo richiede 100 kWh per tonnellata di CO2 estratta. “Questo vuol dire che, usando una centrale elettrica a carbone per alimentare la nostra macchina – spiega Keith – per ogni unità di elettricità prodotta per farla funzionare, catturiamo CO2 dieci volte di più di quella emessa dalla centrale per il nostro fabbisogno”.
Insomma, una volta assodata, l’efficacia di questa tecnologia, va solo calcolata la possibilità di una realizzazione in larga scala.
Per conoscere il progetto nei suoi dettagli si può visitare direttamente il sito dell’uniiversità.

Beh, che dire... Potrebbe essere benissimo installata nelle aree colpite da diossina a causa di incendi ai cassonetti e dagli inceneritori di rifiuti.

Ma intanto, ecco un record che può benissimo essere inserito tra i guinnes dei primati (perdonatemi se non si scrive così):

New York, 26 settembre 08

Sempre maggiore potenza

Celle fotovoltaiche: record mondiale di efficienza


Milgliora sempre di più l’efficienza delle celle fotovoltaiche. Ora l’asticella è stata posta ad una percentuale di 40,8, grazie al’impiego di fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio.

ll record mondiale, per quanto riguarda l’efficienza di una cella fotovoltaica, è stato stabilito al National Renewable Energy Laboratory (NREL) statunitense, con una percentuale del 40,8%. E’ un tipo di cella a tripla giunzione concepita, realizzata e sperimentata, dal NREL, impiegando strati costituiti da fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio. Il programma produttivo è stato chiamato IMM (Inverted Metamorphic Multi-juntions) .
Questa tecnologia consente alla cella di sfruttare una gamma più ampia di frequenze dello spettro solare e così può utilizzare più energia da convertire in elettricità.
La caratteristica potenza della cella è stata misurata con concentrazione solare pari a 386 soli (cioè pari a 386 volte la radiazione disponibile che arriva sulla superficie della terra). Si tratta molto più dei 240 soli del precedente record del luglio 2007 (40,7%). E forse proprio in questo sta quella differenza dello 0,1% in più.
Comunuque il primato è stato segnalato dalla rivista “R&D Magazine” come una tra le 100 scoperte più innovative del 2008. Ma dal punto di vista concreto questa nuova cella potrà essere impiegata nello spazio sia per i satelliti oppure nei sistemi a concentrazione, con lenti ad hoc. La società Emcore già pensa di commercializzarla nei prossimi due anni.

Beh, che dire... Sempre meglio... Queste notizie ti fanno sorridere, sperare, e amo tenervi informati di ciò. E' un piacere per me riportare a voi queste notizie che ti fanno stare veramente bene. Poi, però, ce ne sono altre, come le dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente e dei "rappresentanti" del governo ad una riunione del Parlamento Europeo, che ti fanno stare male.

Come volevasi dimostrare: l'Italia non vuole raggiungere gli obiettivi europei, ma solo avvicinarsi MOLTO lentamente, e molto più lentamente degli altri Paesi europei.

Ma sono stanchissimo, ne ho fin sopra la testa (e forse anche voi) di polemizzare con loro e di stare qui a scrivere sempre le solite cose che ti fanno ribollire il sangue ogni volta per la rabbia. Ormai la situazione non è più recuperabile se si continua così...

Auspico fortemente che CHI VUOLE SVILUPPARE LE RINNOVABILI vinca le elezioni fra 4 anni e mezzo, tenendo conto di tutte queste innovazioni. Teniamo duro.

Saluti! E alla prossima, con un altro appuntamento con le informazioni e gli aggiornamenti dal sito www.rinnovabili.it.


martedì, 09 settembre 2008

INFO RINNOVABILI.IT

"Firenze, 8 settembre 08

Si o no all'energia eolica?

Ancora scontri, ricorsi e sentenze sui parchi eolici


Questa volta era “Italia Nostra” che si opponeva, ad un parco eolico di sei turbine, in Val di Cecina. Ma il Tar della Toscana ha respinto il ricorso

La battaglie contro i parchi eolici si basano, quasi sempre, su obiezioni di ordine estetico. L’altezza e la struttura delle pale creerebbero un danno al paesaggio, deturpandolo anche quando si tratta di sei sole pale, come nel caso su cui si è espresso il Tar della Toscana. Il Tribunale amministrativo ha infatti bocciato il ricorso, con richiesta di sospensione presentata sia da “Italia Nostra” che dal “Comitato contro il parco eolico”. Si voleva lo stop al progetto di installazione di sei pale eoliche nella zona di Miemo (Montecatini-Val di Cecina).
“Si tratta di una decisione giusta e saggia. Ci sono associazioni come Italia Nostra e comitati vari che passano il loro tempo a fare guerre sante contro l’eolico, anzichè prendersela con i fautori del nucleare e delle centrali a carbone. – sottolinea il presidente di Legambiente Toscana, Piero Baronti – Anzichè occuparsi dei gravi problemi causati dall’inquinamento atmosferico che nuoce alla salute delle persone, questi signori snob se la prendono con l’energia del vento, l’eolico appunto, l’energia rinnovabile più pulita, più economica e che nel caso delle pale di Montecatini Val di Cecina fornirà energia elettrica per 16.000 famiglie. Gli impianti dell’energia eolica possono essere inseriti correttamente nell’ambiente senza stravolgere il paesaggio. Il progetto di Montecatini Val di Cecina è emblematico anche sotto questo aspetto”.
Come è successo in altri casi, Italia Nostra e il comitato, crediamo, faranno quasi sicuramente ricorso alla decisone del Tar"

Sei sole pale eoliche forniscono energia a sedicimila famiglie??? Damose da fà! VOLEMOSE BENE!!! Scrivete al vostro sindaco, e proponetegli di installare pale eoliche nel vostro comune! Questa potrebbe essere la soluzione ai problemi energetici!!! Sei pale eoliche! Solo sei pale eoliche! S'ore e S'ori! Comprate sei pale eoliche!!! Solo sei al prezzo di una!!! S'ore e S'ori!

Fatevi avanti!


martedì, 19 agosto 2008

ACCORDO: FONTI RINNOVABILI DALL'ALBANIA

Cari Amici,
ecco un'altra dimostrazione di come e di quanto il governo non voglia produrre energia rinnovabile nel nostro Paese. IN ITALIA NON C'E' SPAZIO PER LE FONTI RINNOVABILI. Infatti, il Ministro Scajola, dopo aver elogiato il nucleare, adesso vuole IMPORTARE le fonti rinnovabili DALL'ALBANIA! Cioè, vuol dire che qui non si produrrà energia rinnovabile, nonostante il sole e il vento che abbiamo, ma la produrrà per noi l'Albania, e l'energia prodotta dall'Albania, tramite una serie di tubi sottomarini, verrà trasferita in Italia, sicché si possa dire: beh, ecco: stiamo consumando il 20% di energia da fonti rinnovabili.
Già... Ma quanto ce la fanno pagare? Secondo me il pretesto è questo: noi non produciamo fonti rinnovabili, puntiamo sul nucleare che costa poco (per adesso) e compriamo l'energia da altre nazioni, pagandole una cifra, e riversando tutti i loro costi sulla nostra bolletta. Sicché si possa benissimo dire che la colpa del caro-bolletta è del costo dell'energia rinnovabile, sicché si possa far preferire, dalla popolazione, le fonti fossili ai benefici economici ed ambientali delle fonti rinnovabili.
Complimenti! Bella pensata! E intanto, dei 37 miliardi previsti in finanziaria TRIENNALE (sicché per tre anni non si può più intervenire e migliorare la legge), non si è previsto un solo centesimo di euro per l'acquisto e l'installazione di pale eoliche e pannelli solari e fotovoltaici, o maggiori incentivi al loro acquisto, anche da parte delle amministrazioni locali.
BELLA FREGATURA! Cosa ne pensate di questa ennesima presa in giro, dove cercano di convincerci dell'inutilità e del costo troppo elevato delle fonti rinnovabili?

venerdì, 08 agosto 2008

DICHIARAZIONI DEL PD ALLA MANOVRA FINANZIARIA

Cari Amici,
ecco a voi una manovra finanziaria depressiva. Il Partito Democratico denuncia tutte le volontà del Governo Berlusconi, un governo che non si smentisce, che si è smascherato. Leggete il documento:

6 agosto 2008

La manovra contro tutti

Depressiva, penalizza i deboli e svela tutti i bluff della destra
L'intervento di Franceschini

La prima manovra economica del governo Berlusconi IV verrà ricordata come l’unico piano finanziario triennale approvato in 9 minuti dal Consiglio dei ministri, come la manovra degli spot, degli slogan e della propaganda, come la manovra dei tagli, delle promesse mancate. La manovra della lotta contro i più poveri e i deboli della società, la manovra delle irregolarità, la manovra che ha svuotato il Parlamento di ogni suo ruolo. La manovra della penalizzazione degli enti locali e del Mezzogiorno, della mancata lotta alla crisi economica e sociale dell’Italia e degli italiani.

La manovra degli slogan. Robin Hood Tax e Social card sono gli emblemi di una politica degli annunci ingannevoli di redistribuzione economica dietro i quali ci sono solo aiuti mal celati ai poteri forti, dai petrolieri alle banche alle assicurazioni, che inevitabilmente ricadranno sulle spalle dei consumatori. Da quando il ministro Tremonti ha iniziato ad evocare l’eroe di Nottingham (sarà un caso?) il prezzo della benzina è schizzato a livelli record. Quanto alla social card, essa si limiterà allo sconto del 10% su alcuni prodotti alimentari e bollette.

La manovra depressiva. A fronte dell’evocazione di grandi crisi economiche come quella drammatica del 1929, Tremonti non mette in campo alcuno strumento strutturale che si proponga di contrastare questo trend. Significativa la sensibile riduzione degli investimenti, che rappresentano invece un’efficace contromisura contro le crisi economiche.

La manovra delle irregolarità. Come già successo durante le altre esperienze di governo del duo Berlusconi-Tremonti, assistiamo ad un tragico “abbassamento delle asticelle” nei confronti delle irregolarità nel mondo del lavoro e della finanza. La guerra dichiarata dal governo Prodi all’evasione e all’elusione fiscale è soltanto uno sbiadito ricordo, così come l’impegno messo in campo dal ministro Damiano per combattere il lavoro nero, una delle cause principali che alimentano giorno dopo giorno la tragica catena delle “morti bianche”. Un bel favore agli evasori, per esempio, lo si è dato sopprimendo l’obbligo di tenere un conto corrente per l’esercizio delle attività, o elevando da 5mila a 12.500 euro il limite da cui scatta il divieto per l’uso di contante e titoli al portatore.

La manovra delle promesse mancate. In tutta la manovra non è prevista alcuna misura che vada a contrastare la progressiva erosione del potere d’acquisto degli italiani né un adeguamento degli stipendi, dei salari e delle pensioni di tutti quei cittadini che faticano ad arrivare alla fine del mese.

La manovra delle tasse. Il paradosso più grande di una destra che per due anni di governo Prodi non ha fatto altro che gridare al furto nei confronti degli italiani da parte dello Stato, che ha promesso in campagna elettorale l’abbassamento di tre punti della pressione fiscale e poi, una volta al governo, ha deciso che le tasse non verranno ridotte fino al 2013, ma che, al contrario aumenteranno nel 2010. Per i fondi immobiliari si dovrà pagare il 20% di ritenuta sui proventi derivanti dalla partecipazione e su quelli “familiari” per i quali è stata introdotta una patrimoniale dell’1%. Quanto a banche e assicurazioni. l’imposta dello 0,20% delle riserve matematiche dei rami vita sarà aumentata allo 0,39 per il 2008.

La manovra anti-precari. Con una norma – poi leggermente modificata ma non stralciata, nonostante il parere di incostituzionalità espresso dai tecnici della Camera – il governo evidenzia la sua avversione verso i giovani precari, che, grazie a questo intervento, perderanno uno dei pochi diritti che avevano: quello di essere assunti dall’azienda contro la quale abbiano vinto una causa in tribunale. Il governo incentiva anche in altre maniere la diffusione dei contratti a termine, per esempio rendendoli possibili per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo, anche riferite all’attività ordinaria del datore di lavoro.

La manovra contro il lavoratori. Se non fosse stato per l’intervento del PD, nella Finanziaria sarebbero state inserite le seguenti misure: cancellazione delle sanzioni per i datori di lavoro che non rispettano le norme sul riposo settimanale dei dipendenti. Soppressione dell’obbligo per le imprese di comunicare l’assunzione il giorno prima dell’inizio del lavoro. Quanto agli statali, la crociata del ministro Brunetta ha portato al paradosso che per malattie serie e disabilità un lavoratore non possa assentarsi per ricevere le cure appropriate.

La manovra dei tagli. I tagli alla spesa pubblica, grande cavallo di battaglia di Tremonti, sono stati fatti in modo frettoloso e indiscriminato, andando a minare le basi del nostro stato sociale. I tagli a settori vitali come la Scuola e alla Sanità pubblica faranno sentire il loro peso quando, in autunno, le famiglie ripartiranno dopo le vacanze estive. Per quanto riguarda la salute, esce rafforzato dalla Finanziaria il principio per il quale per avere delle cure appropriate si dovrà sborsare sempre più denaro. E’ prevista la razionalizzazione (diminuzione) dei posti letto negli ospedali pubblici. Le Asl non rimborseranno più a piè di lista.

La manovra dei paradossi sulla sicurezza. Incredibile. La destra ha fatto della sicurezza un punto focale della campagna elettorale, ha contribuito a creare e a diffondere la paura tra i cittadini, che poi ha cavalcato, ha approvato in tempo record un "pacchetto sicurezza" fornito di misure tra a cavallo tra demagogia e xenofobia, ha spedito l'esercito nelle strade della nostre città e poi che ha fatto? Taglia i fondi alle forze dell'ordine (3,2 miliardi) con il risultato di vedere diminuire commissariati, volanti e agenti.

La manovra delle marce indietro. Una significativa marcia indietro il governo l’ha fatta: ha tolto dal maxiemendamento, grazie alla pressione del PD, uno scellerato provvedimento con il quale annullava l’assegno sociale a chi non avesse avuto un lavoro con una retribuzione di almeno 400 euro mensili, trasformando uno strumento tradizionalmente assistenziale in previdenziale.

La manovra contro gli Enti locali. Il governo affama gli enti locali, i Comuni in particolare. Alla faccia del federalismo solidale. L’abolizione dell’Ici – altra misura che andrà a favorire i ceti più agiati della popolazione a discapito di quelli meno abbienti – toglie dalle casse delle amministrazione comunale un importo che dovrà essere rimborsato dallo Stato, che inevitabilmente andrà a ricadere sui contribuenti. I Comuni perdono inoltre una fonte certa di entrate, e quindi la gestione dei servizi essenziali ai cittadini sarà enormemente più complicata. In generale, i tagli per Regioni, Comuni e Province fino al 2011 saranno di 9 miliardi di euro (4 alle Regioni).

La manovra contro il Sud e contro...il Nord. Il Sud è chiamato a pagare un prezzo altissimo perché sono state sottratte risorse consistenti. Si sono eliminati i fondi europei destinati a importanti infrastrutture. Ma anche il Nord non starà zitto perché non si accontenta certo di un dito medio alzato contro l’inno nazionale. Qualcosa dovranno raccontare agli elettori, tutti gli amministratori locali chiamati da Tremonti a contribuire alla manovra con pesanti tagli.

La manovra contro la cultura e l’istruzione pubblica. Solo grazie all’intervento del Partito Democratico è stato ripristinato il credito d’imposta per gli investimenti cinematografici, prima tagliato. L’obbligo scolastico, portato negli scorsi anni a 16 anni, potrà invece assolversi anche nei percorsi di formazione professionale, riportandolo di fatto a 14. Le università pubbliche potranno trasformarsi in fondazioni di diritto privato. I docenti della scuola primaria e secondaria passeranno da 868.542 del 2008-2009 a 781.201 nel 2011-2012.

La manovra contro i consumatori. Di liberalizzazioni contro monopoli e poteri forti neanche l’ombra. In compenso il governo ha deciso di togliere la possibilità ai consumatori di portare avanti cause collettive contro le aziende (class action). E’ rinviata al primo gennaio (?) l’entrata in vigore della disciplina introdotta con la Finanziaria 2008 del governo Prodi.

La manovra contro l'ambiente. Nella finanziaria il governo non ha stanziato un solo centesimo di euro, dei 37 miliardi previsti, per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, mentre siamo in un drammatico ritardo in confronto agli altri Paesi Europei.

La manovra contro il Parlamento e contro la Costituzione. Per finire non si può non fare cenno all’atteggiamento tenuto dalla maggioranza e dal governo che, a colpi di fiducia, ha espropriato il Parlamento di qualsiasi ruolo e prerogativa. Deprecabile, inoltre, il tentativo di Tremonti – che ha provocato il richiamo del capo dello Stato – di presentare la manovra senza indicare la sua copertura finanziaria.

Il Partito Democratico si è opposto con fermezza al varo di un così grave pacchetto di misure economiche che non affrontano i problemi del Paese e dei cittadini e che, al contrario, sembra condurre tutti dentro un vortice dal quale sarà difficile uscire.

Per dire NO a tutto questo il PD ha indetto la petizione Salva l'Italia, con la quale ci si propone di raccogliere cinque milioni di firme, che faranno da base alla grande mobilitazione del 25 ottobre.

11 luglio 2008

Il Dpef dimentica Kyoto

Nessuna traccia degli impegni presi. Rischio di ingenti multe

Un autentico fallimento. Il documento di programmazione economica e finanziaria si commenta da sé. Nelle sue 56 pagine non vi è traccia degli impegni assunti con il protocollo di Kyoto e il rischio di non riuscire ad onorare gli obblighi presi nell’antica capitale giapponese aumentano il rischio sanzioni.

Lo denunciano Legambiente e Wwf che aggiungono all’allarme i numeri. A fronte dei tagli di 700 milioni di euro alle voci di impegno ambientale nel decreto per abolire l'Ici, infatti, potrebbe corrispondere una sanzione di 2,5 miliardi di euro all'anno per il periodo 2008 - 2012.

"Nel mondo attuale - ha commentato il senatore Roberto Della Seta intervenendo in aula sul Dpef - occuparsi di ambiente, impegnarsi per ridurre l'inquinamento, per contrastare i mutamenti climatici, promuovere le tecnologie e le produzioni ad alto valore aggiunto ecologico, significa occuparsi di economia e di sviluppo. Un'evidenza che in Europa è persino banale, ma che il governo Berlusconi ignora completamente. Nel Documento di programmazione economico-finanziaria non c'è traccia delle questioni che riguardano l'insostenibilità ambientale e che influenzeranno gli scenari macro economici".

"Nel Dpef – ha proseguito il capogruppo Pd nella commissione Ambiente - non c'è traccia di politiche per migliorare l'efficienza energetica del nostro Paese, né di come dovrà evolvere in futuro l'impegno italiano nella lotta al riscaldamento globale. Fra poco più di un anno a Copenaghen verrà firmato il Protocollo di Kyoto bis, nel 2012 scadrà il periodo entro il quale avremmo dovuto ridurre le nostre emissioni di gas serra del 6,5 per cento, mentre ad oggi sono cresciute di oltre il 10 per cento. Il Governo sembra ignorare che i mutamenti climatici, prima ancora che una minaccia per le generazioni future, rappresentano un problema maledettamente concreto per noi contemporanei, un problema che già oggi comporta costi economici e sociali rilevantissimi. Nel Dpef non c'è nulla di tutto questo, c'è invece l'idea del ritorno al nucleare. Rispondere al caro petrolio, ai problemi ambientali legati al consumo eccessivo di combustibili fossili con l'arma nucleare che, se tutto filerà molto liscio, l'Italia potrà brandire tra 15 anni, è peggio che sbagliato: è stupido".

Un errore, dunque, uno stupido errore che l’Italia non può permettersi. Per il capogruppo del Pd nella commissione Ambiente si tratta di una rinuncia dell’Italia a recuperare il ritardo accumulato. Il nostro paese si è impegnato a tagliare le emissioni serra del 6,5 per cento entro il 2012, rispetto ai livelli del 1990, e invece finora queste emissioni sono cresciute di circa il 12 per cento. Un aumento vertiginoso che rischia di compromettere qualsiasi scommessa per il futuro.

I tagli del governo Berlusconi colpiscono settori destinati non solo a ridurre l’inquinamento, ma anche a promuovere alternative utili il rilancio dell’economia nazionale. Spariscono infatti 77 milioni di euro per il potenziamento del trasporto via mare, 15 milioni per il trasporto ferroviario delle merci, 113 milioni per il trasporto pubblico locale, 30 milioni per l'ammodernamento della rete idrica nazionale, 162 milioni (in tre anni) per la ferrovia Roma - Pescara, 36 milioni per il trasporto urbano, 50 milioni per la diffusione della banda larga, 150 milioni per la riforestazione, 45 milioni per la demolizione degli ecomostri, 20 milioni (in tre anni) per le isole minori, 10 milioni per il recupero dei centri storici, 4 milioni per l'istituzione di aree marine protette, 12 milioni per il monitoraggio del rischio sismico, 3,5 milioni per interventi di difesa del suolo nei piccoli Comuni.

Si tratta di un quadro che pecca di miopia. Senza lo sviluppo adeguato di una rete complessa di innovazione e sviluppo, in futuro l’Italia sarà costretta a ricoprire di pezze la falle che si accompagneranno alle molte già presenti nel sistema nostrano, nonostante l’impegno profuso dal governo Prodi a favore delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Una miopia che si accompagna al deludente risultato raggiunto dall’ultimo G8. un risultato fallimentare secondo Ermete Realacci, Ministro dell’Ambiente del Governo Ombra del Pd, che commentando la dichiarazione finale del G8 sulle questioni climatiche auspica esiti migliori per il futuro appuntamento alla Maddalena.

In quel contesto il governo dovrà non solo fare gli onori di casa, ma dovrà altresì promuovere, nonostante un Dpef che si priva di ogni lungimiranza di metodo, idee e proposte adatte a correggere gli errori commessi in Giappone. Errori che rimandano tutto al negoziato sul clima in sede Onu e alla prossima Conferenza di Copenhagen del novembre 2009 che dovrà disegnare gli scenari post-Kyoto per la lotta al Co2.

Cancellando ogni impegno per la salvaguardia degli obiettivi italiani di Kyoto, il governo guidato da Silvio Berlusconi rischia, ancora una volta, di fare da fanalino di coda di un’Europa già all’avanguardia. L’ultimo, arretrato, paese che per seguire populismo e vacuità rinuncia al suo futuro. Da oggi sempre più a rischio.

G.R.

Come volevasi dimostrare, ancora una volta berlusconi si è dimostrato per quello che è: uno contro l'Ambiente, contro le fonti rinnovabili, contro la vera sicurezza che chiedevano gli elettori: NEL e DEL lavoro. Una destra anti sviluppista, che guarda allo sviluppo ecologicamente insostenibile.
BASTA! SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA A PROTESTARE E A CHIEDERE DI CANCELLARE QUESTA MANOVRA DEPRESSIVA. IL 25 OTTOBRE, SCENDETE ANCHE VOI CON IL PD.

mercoledì, 09 luglio 2008

BURATTINI MANOVRATI DA SATANA

Amici,

la nostra fine è certa: se non si riducono del 30% almeno le emissioni di gas serra nell’atmosfera entro E NON OLTRE dieci anni, noi non avremo più acqua. Lo dicono tutti gli esperti, anche i meteorologi. E otto pupazzi che hanno partecipato al G8 mandando bacetti alle giapponesine, che sono solo dei burattini manovrati da Satana, hanno deciso che entro il 2050 si ridurranno le emissioni di gas serra nell’atmosfera del 50%! Ma bravi! E chi vi crede più?

La riduzione di gas serra del 50% entro il 2050 è troppo poco, e nel 2050 sarà troppo, troppo tardi. Cioè, la nave affonda, ma i soccorritori prendono tempo e arrivano dopo quarant’anni. Fra dieci anni se le emissioni rimangono così o diminuiscono di poco, non avremo più acqua!!! Come fanno a intervenire fra 40 anni??? Vi rendete conto? Siamo al collasso totale!

Domanda: come fa il gas serra a diminuire se si aumenta la produzione di petrolio, che è la principale causa di produzione di co2, visto che per ora il carbone utilizzato per produrre energia è di molto inferiore alla quantità di petrolio bruciato? E come si fa a contrastare i cambiamenti climatici installando mille centrali nucleari in tutto il mondo, senza al contempo diminuire la produzione di petrolio?

Altra domanda: e le fonti rinnovabili? Conoscete le parole: eolico, fotovoltaico, idroelettrico, geotermia, energia mareomotrice, energia del moto ondoso, biomasse?

Cari amici,

se non ci mobilitiamo con una enorme manifestazione di protesta e di richiesta a Roma, sarà la fine per tutti.

Cosa ne pensate (anche se ora bisogna solo agire invece di pensare)?


martedì, 17 giugno 2008

DECRETO ENERGIA E FINANZIARIA DEI PROSSIMI TRE ANNI

Cari Amici,

ho l’impressione che le mie paure siano fondate. Oggi un giornale ha presentato in anteprima quella che potrebbe essere definita una “bozza” del Decreto Energia e della Finanziaria Triennale che Berlusconi presenterà domani al dibattito in aula. Stando a quanto si legge sul giornale, non ho visto nessun capitolo di spesa per quanto riguarda le fonti rinnovabili. Per quanto riguarda l’energia, infatti, dalla bozza di disegno di legge, si legge (scusate il gioco di parole) qualcosa sul nucleare (bisogna individuare, entro la fine del 2008, i CRITERI per l’individuazione dei siti delle centrali nucleari); e sui petrolieri, la famosa “Robin Hood Tax” di Tvemonti, tra l’altro una tassa “una tantum”, mi pare, un’aggiunta sull’IRAP (non ci ho capito molto su quello), e comunque non ogni qualvolta i petrolieri aumentino il prezzo del greggio (e quindi è solo propaganda, senza fatti concreti). E infine, la possibilità di acquistare carburante al supermercato, per liberalizzare il settore… Verranno anche abolite alcune province già città metropolitane…

Però, per il resto devo dire che la manovra finanziaria di questi tre anni sarà molto leggera e prevede un po’ di novità, come le pagelle e anche le ricette del medico online! Con possibilità di farci dare le medicine senza ricetta medica, o comunque per i malati cronici si faciliteranno le cose.

Buona, ma le fonti rinnovabili? Vedremo domani, e come si evolverà la questione. Da qui alla fine dell’anno… ce n’è di tempo… E le cose (spero) cambino, anche sull’energia alternativa…


venerdì, 23 maggio 2008

IL RITORNO DEL NUCLEARE. LE MIE PAURE:

Cari Amici,

la maggior parte degli italiani lo ha votato. E adesso è lui a decidere. Ma la sua politica decisionale è sbagliata. Ma non per i risultati finali: per il “viaggio”! Senza dialogare con nessuno, non ascoltando le preoccupazioni della popolazione, si rischia di fare male le cose. Anche il Papa lo ha detto: “No al progresso senza criteri. Cristiani: non inginocchiatevi davanti a nessun potere”. E io inizio ad avere paura:

se il governo non ci ascolta, chissà cosa si farà. Io non sono totalmente contrario al nucleare. Per produrre energia Made in Italy va perfetto. Però la mia paura è che venga utilizzato anche per altri scopi: ad esempio costruire armi e bombe atomiche, oppure armi all’uranio impoverito, o chissà quali altri porcherie… E’ quella una delle mie paure più grandi!

Questa è la mia posizione: sì al nucleare come energia Made in Italy (e io appoggerò qualsiasi scelta che riduca la percentuale di energia da importare dagli altri Stati e dalle altre nazioni), NO AL NUCLEARE per esperimenti e per costruire armi atomiche, di distruzione di massa, bombe o armi all’uranio impoverito. Qual’è la vostra posizione?

Ho paura del metodo che ha berlusconi di governare: "voi mi avete eletto e io vi impongo, perché ne ho tutto il diritto". Ho paura anche e soprattutto che passi il DPCM del 16 Aprile scorso, quando Prodi, anche se aveva perso le elezioni, ha continuato a fare, ponendo il segreto di Stato in materia di energia! Così facendo si potrebbe nascondere alla popolazione dove verranno stoccate le scorie, si potrebbero costruire inceneritori senza appalti né concorsi pubblici, si potrebbero fare delle porcherie come raffinerie ed acciaierie o inceneritori senza contattare né la popolazione, né la medicina. È stato addirittura abolito il Ministero della Salute, così non potremo ottenere risarcimenti se ci ammaliamo. È questa la mia paura! È per questo che sono preoccupato e che ho paura.

Questo metodo di imposizione senza dialogo mi fa crollare le braccia e rassegnarmi alla distruzione, alle malattie, alla mancanza di ossigeno e di alberi. Sono ormai rassegnato. Mi affido solo alle mani di Dio.


sabato, 22 dicembre 2007

ENERGIA ALLA DANESE

Cari Amici,

ecco un esempio di efficienza energetica senza bisogno alcuno di petrolio, di carbone, di inceneritori o di nucleare: la Danimarca!

Infatti la Danimarca, sfruttando la sua posizione geografica (vicino al polo nord), e quindi il vento che soffia, ha pensato di installare delle pale eoliche, ma visto che, secondo alcuni soliti ignoranti rovinavano il paesaggio (classica scusa che blocca la diffusione di questo tipo di energia pulita e rinnovabile in Italia), allora hanno ben pensato di mettere le pale eoliche sott’acqua! Sì, avete capito bene! Questo perché avesse un minor impatto ambientale. Le pale di questi impianti arrivano a sfiorare il metro sopra il livello dell’acqua.

Così facendo, producono due tipi di energia in una: anzitutto energia EOLICA, del vento. Ma anche energia IDROELETTRICA, perché sul mare viene sfruttato anche il vapore acqueo.

Ora, perché non imitare la Danimarca? Perché non installiamo anche noi delle pale eoliche sott’acqua, di modo da sfruttare in un colpo solo due forze della natura, cioè, il vento e l’acqua? Cosa ne pensate? A mio avviso sarebbe il futuro energetico per il nostro “bel” Paese.

postato da: paol84 alle ore 06:53 | link | commenti (4)
categorie: eolico, danimarca, idroelettrico, efficienza energetica
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