Da Strasburgo all’Italia
Secondo Frassoni, Musacchio, Guidoni e Sacconi la competitività italiana può essere difesa solo investendo risorse sulla ricerca e sullo sviluppo di tecnologie a basso impatto ambientale.
A poche ore dai risultati della votazione della Commissione Ambiente sulla proposta clima/energia dell’esecutivo europeo, gli europarlamentari Monica Frassoni (Verdi), Umberto Guidoni (Gue-Pdci), Roberto Musacchio (Gue-Prc) e Guido Sacconi (Pse) hanno di concerto inviato una lettera aperta al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Nella missiva vengono denunciate le posizioni degli industriali e del governo italiano contro il pacchetto UE, definendole “una strategia profondamente sbagliata” ed “un grosso rischio per la nostra industria e per l’Europa”. La lettera aperta vuole essere una risposta a quanto affermato dalla stessa Marcegaglia assemblea dei giovani industriali a Capri, secondo cui l’Italia si sarebbe data obiettivi unilaterali irrealistici con costi altissimi, stimati in 20 miliardi di euro l’anno da qui al 2020. “I dati sui quali Lei si basa, come ha fatto non meno di 15 giorni fa il Ministro Ronchi, per definire i costi per l’industria italiana – osservano i quattro firmatari – non sono pubblici e quindi non possono essere discussi e confutati correttamente; si riferiscono allo studio solo preliminare dell’Istituto Rie di Bologna che però non è ancora stato reso pubblico: ciò nonostante il Ministero dell’Ambiente ne ha rielaborato alcune proiezioni basate su dati non attendibili e metodologicamente non corretti”. Gli eurodeputati affermano invece che “l’unica valutazione di impatto riconosciuta esistente”, quella della Commissione europea, parli piuttosto “di un costo, in investimenti e per tutta l’UE di 91 miliardi nel 2020 (che per l’Italia sarebbero dunque solo di 8) e di un risparmio di 50 miliardi in importazioni di idrocarburi e di 10 miliardi per minor inquinamento, portando il costo reale a 31 miliardi (di cui solo 2,7 per l’Italia)”. Se si vuole davvero “difendere la competitività delle aziende italiane”, continuano “non c‘è altra strada, nel breve e nel medio termine, se non quella di puntare a ciò che davvero abbatte i costi dell’approvvigionamento energetico, ossia il risparmio e l’efficienza energetici, e alle tecnologie per le fonti rinnovabili”. E ricordano inoltre come la Commissione UE abbia sottolineato “il grande potenziale del pacchetto energia rispetto alla creazione di migliaia di nuove imprese (a partire dalle Esco, le imprese che aiuteranno le aziende nell’aumento dell’efficienza energetica dei propri consumi) e di milioni di nuovi posti di lavoro. Già oggi solo in Germania il settore delle rinnovabili genera 240 miliardi di dollari di fatturato e dà lavoro a 250.000 persone (solo nell’eolico si sono visti aumentare i posti di lavoro di 8.000 unità nel 2007)”
Commenti alla votazione del parlamento europeoLa votazione dell’europarlamento che ha sposato l’interpretazione più restrittiva sulla regolamentazione delle emissioni dei gas serra, ha suscitato i commenti positivi di Legambiente, mentre ha provocato le critiche di Greenpeace
Reazione differenti per i risultati della votazione dell’europarlamento sulla regolamentazione delle emissioni di gas serra e sulla normativa inerente alle quote CO2. Infatti Legambiente esprime la sua soddisfazione: “Ora il governo italiano dovrà smetterla con le richieste di riduzione degli impegni e sbrigarsi a correre ai ripari se non vorrà rimanere l’eterna zavorra dell’Ue e accollare agli italiani anche i costi miliardari delle multe. – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – Basta quindi con le richieste di sconti. Il voto di oggi dimostra che non esiste alcuna sponda per le lamentele del governo italiano e che gli obiettivi di riduzione sono realmente perseguibili. La lotta ai mutamenti climatici richiede interventi in linea con il resto dei governi e l’Italia farebbe bene a sfruttare l’occasione investendo con più forza in innovazione tecnologica nelle fonti rinnovabili come elementi più appropriati per il rilancio dell’economia reale”.
Molto diversa invece la valutazione del Greenpeace che non nasconde le sue perplessità. “Il Parlamento ha confermato che l’obiettivo unilaterale per la riduzione dei gas serra scatterà al 30% in caso di raggiungimento di un accordo internazionale per la seconda fase di Kyoto. Tuttavia – ribadisce Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace – sono stati stanziati nuovi sussidi all’industria del carbone, concedendo crediti di CO2 per 10 miliardi di euro a progetti di cattura e sequestro della CO2 (CCS). La patata bollente passerà ora nelle mani del Consiglio europeo dell’energia il prossimo 10 ottobre. E’ impensabile lasciare alle spalle l’era oscura delle fonti fossili se l’Europa continua a elargire nuovi incentivi. La CCS è una truffa per tenere in piedi l’industria del carbone, abbiamo invece bisogno di una rivoluzione energetica pulita adesso”.
Ottenuto in laboratorio una nuova tecnica per produrre le celle solari in silicio abbastanza flessibili da poter essere arrotolate attorno ad una penna e abbastanza trasparenti da poter essere utilizzate per dare colore alle finestre di edifici e automobili.
Canberra, 3 ottobre 08Dall’Australia una nuova generazione di pannelli solari, che producono simultaneamente elettricità e acqua calda, dimezzando i costi normalmente associati all’applicazione di entrambe le tecnologie
LE TECNONEWS DELLA SETTIMANA – “Two is meglio che one” apostrofava una famosa pubblicità di gelati, un discorso che si sta dimostrando validissimo anche per le tecnologie rinnovabili. Fondere tra loro fonti di energia alternativa differenti, infatti, può costituisce un intelligente escamotage per ridurre i costi dei dispositivi senza nulla togliere alle singole efficienze. E “Due in Uno” è il nome che è stato affibbiato al progetto sviluppato da Igor Skryabin dell’Australian National University (ANU) di Canberra.
o ad attacco anisotropo, in modo da creare solchi profondi e stretti su tutta la superficie. Il risultato è una cella che presenta una serie di “scaglie” (slivers per l’appunto) spesse solo 50 μm, in grado di catturare la luce su entrambe le facce. Per gli amanti dell’eco-living, arriva una nuova tipologia di generatori elettrici familiari, nati dal connubio del fotovoltaico con l’energia del vento
Si rimane in tema di mix rinnovabile con l’impianto disegnato dal cinese Wang Yigang. Flow, questo il nome di battesimo, è stato concepito come sistema domestico per la produzione d’energia che sappia sfruttare contemporaneamente sia la fonte eolica che quella solare, cosicché all’occorrenza l’uno possa supplire alla scarsità dell’altro. Semplice nella sua struttura, Flow utilizza sei celle fotovoltaiche arcuate, per poter assorbire la massima quantità di radiazione solare, e disposte come petali intorno ad un asse rigido. Sotto la calotta fotovoltaica è montata una turbina Darreius ad asse verticale, in grado di operare anche con velocità di vento molto basse. Inoltre il “guscio” solare è stato disegnato da Yigang affinché rimanga mobile ed aiuti così il generatore eolico a girare più rapidamente, creando un mulinello interno.
Fonte: Design Blog
3 ottobre 08La tecnologia del vetro unita al potere isolante della lana di roccia per la creazione di sistema passivo di controllo energetico: un pannello per facciate continue altamente performante e totalmente integrato
Un involucro ben progettato, funzionale, architettonicamente ben inserito nella costruzione, al contempo efficiente e ambientalmente sostenibile. È questa la sfida alla quale hanno risposto i creatori del pannello in vetro per facciate ad alto isolamento termico Vetrina Color.
Si tratta di un elemento per facciate continue vetrate che assolve alla duplice funzione di accumulare la radiazione solare in inverno isolando dal freddo e contemporaneamente di abbassare l’onda termica estiva. L’elemento in questione è un semplice pannello in legno-cemento, accoppiato ad un vetro di sicurezza colorato, dello spessore complessivo di soli 14,8 centimetri, che consentirebbe di raggiungere un coefficiente di 0,10 W/m2k.
Fremont, 8 ottobre 08
Innovazioni per il CIGS
L’azienda californiana Solyndra ha recentemente annunciato d’esser riuscita a ottenere un modo nuovo e più conveniente per produrre i moduli fotovoltaici. Il segreto è nella forma…
Si sa che i prezzi elevati legati al solare fotovoltaico costituiscono purtroppo il tallone d’Achille di questa tecnologia. I progressi non mancano, ma per molti casi, pur promettenti, si parla solo di fasi prototipali ancora lontane dalla grande distribuzione. A portare un’ulteriore innovazione nel campo ci prova ora Solyndra, un’azienda californiana, con una nuova tecnologia sviluppata per la quale ha già ricevuto importanti finanziamenti, dell’ordine di 600 milioni di dollari.
I moduli prodotti dall’azienda sono cilindrici, simili nell’aspetto a lampade al neon ed in grado di catturare la luce solare diretta, indiretta e diffusa, ottimizzando così l’assorbimento per un periodo più lungo. Un pannello composto da 40 cilindri 1×2m, fa sapere la società, produrrebbe circa180W.
Politiche energetiche
Prestigiacomo: da qui ai prossimi 10 anni dobbiamo puntare a tecnologie, capaci di farci consumare meno e meglio e di sfruttare in condizioni economiche più competitive sole, vento, biomasse.
Nuovi finanziamenti vengono annunciati dal Ministero dell’Ambiente sempre in materia di energia sostenibile. Arriva, infatti, oggi la comunicazione del bando dedicato all’efficienza energetica e fonti rinnovabili e diretto ad enti pubblici e privati, per il quale il Governo ha previsto una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro. Obiettivo del programma è quello di stimolare la ricerca mirata alla creazione di tecnologie facilmente replicabili, che sappiano incrementare l’efficienza energetica e l’utilizzo delle fonti pulite di energia, la produzione, lo stoccaggio e la distribuzione di idrogeno da rinnovabili, nonché interventi sui sistemi di mobilità destinati a migliorare la qualità ambientale nei centri urbani.
Che ve ne pare? Tanti argomenti, tante scoperte, tante buone notizie. Come sempre le fonti rinnovabili non fanno male a nessuno e rallegrano tutti (gli onesti). Non come Ronchi, che ancora una volta ha detto, anche dopo il voto, che per l'Italia sarebbe troppo oneroso.
Chiedo scusa a tutti se vi ho stressato con questo lunghissimo post, ma queste sono notizie troppo importanti. Saluti! Al prossimo aggiornamento di INFO RINNOVABILI.IT.
Celle PV come girasoli
Celle che inseguono il sole solo attraverso la modifica delle proprietà del materiale di supporto. Un’altra frontiera della tecnologia solare è stata valicata.
Per massimizzare l’efficienza dei dispositivi solari vengono ormai da tempo impiegati gli inseguitori solari, quei sistemi meccanici che orientano favorevolmente rispetto ai raggi luminosi un modulo fotovoltaico o un concentratore solare. Ma questa tecnologia potrebbe ben presto divenire obsoleta grazie ad un team di studenti del MIT. “Semplicemente” studiando quello che in fisiologia vegetale viene definito eliotropismo, vale a dire la proprietà di alcuni organi vegetali di reagire a stimoli luminosi incurvandosi nella direzione degli stimoli stessi, il team è riuscito a mettere a punto dei moduli fotovoltaici “passivi” in grado di seguire il sole nel suo percorso attraverso il cielo, senza alcuna alimentazione elettronica per il controllo del movimento. Le celle sono state montate su di un arco ricurvo in acciaio e alluminio, sensibile, al pari delle piante eliotrope, alle varie modificazioni della temperatura. E così il sistema proposto si è dimostrato in grado di muoversi lungo un asse dettato dalla temperatura, piegandosi e inclinandosi nelle diverse direzioni. Il sistema progettato dai giovani ingegneri è risultato così buono da essere addirittura premiato dal Making And Designing Materials Engineering Contest (MADMEC), il concorso co-sponsorizzato dal Science and Engineering (DMSE) del MIT e dalla Dow Chemical, Saint Gobain e General Motors.
Che ne pensate di questa scoperta?Il primo esperimento del genere
Si tratta di una torre in grado di aspirare l’anidride carbonica e se il suo funzionamento venisse confermato, aldilà della fase sperimentale, darebbe un non indifferente contributo al calo dell’inquinamento atmosferico.
La torre aspira-anidride carbonica, battezzata “CO2 Tower”, è in effetti la prima macchina per aspirare il venefico gas che tanto danno procura all’ambiente.
E’ inutile dire che se un’applicazione in serie di questa tecnologia funzionasse, sarebbe a dir poco una “manna” per la lotta all’inquinamento. Questo “aspiratore” funziona grazie ad un processo chimico-termodinamico: l’aria aspirata viene messa a contatto con particelle di idrossido di sodio, le quali provocano la scissione della CO2 presente.
E’ stata progettata e realizzata all’università di Calgary (Alberta, Canada) dal professor David Keith e da un’equipe di scienziati e tecnologi i quali ne illustrano le prospettive di sviluppo:
“E’ un prototipo sperimentale già funzionante, un impianto relativamente semplice che si basa su tecnologie mature. Ha il pregio di poter svolgere la sua funzione in qualunque posto del pianeta, separatamente da un impianto di produzione energetica. Ne stiamo mettendo alla prova l’efficienza per verificare la nostra ipotesi che possa essere conveniente realizzarlo e distribuirlo in una molteplicità di esemplari”.
Il professor Keith ci tiene a distinguere bene le differenze tra questa sua tecnica e quella del cosiddetto “Carbon Capture and Storage”.
“Il CCS preleva l’anidride carbonica ai camini di centrali elettriche o industrie, dove si trova in alte concentrazioni, la nostra macchina, invece, direttamente dall’aria”. E all’obiezione di chi chiede se non sia più vantaggioso, piuttosto che aspirare CO2 dall’aria (concentrazione 0,04%), applicarlo invece alle emissioni di un impianto energetico (concentrazione 10%) risonde: “Il fatto è che una larga fetta di CO2 è prodotta da sorgenti mobili: auto, aeroplani, navi, dove la tecnica CCS è inapplicabile. Di qui la necessità di pensare anche a una rimozione direttamente dall’aria”.
I primi risultati sembrerebbero davvero incoraggianti. Il loro prototipo richiede 100 kWh per tonnellata di CO2 estratta. “Questo vuol dire che, usando una centrale elettrica a carbone per alimentare la nostra macchina – spiega Keith – per ogni unità di elettricità prodotta per farla funzionare, catturiamo CO2 dieci volte di più di quella emessa dalla centrale per il nostro fabbisogno”.
Insomma, una volta assodata, l’efficacia di questa tecnologia, va solo calcolata la possibilità di una realizzazione in larga scala.
Per conoscere il progetto nei suoi dettagli si può visitare direttamente il sito dell’uniiversità.
Beh, che dire... Potrebbe essere benissimo installata nelle aree colpite da diossina a causa di incendi ai cassonetti e dagli inceneritori di rifiuti.
Ma intanto, ecco un record che può benissimo essere inserito tra i guinnes dei primati (perdonatemi se non si scrive così):
Sempre maggiore potenza
Milgliora sempre di più l’efficienza delle celle fotovoltaiche. Ora l’asticella è stata posta ad una percentuale di 40,8, grazie al’impiego di fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio.
ll record mondiale, per quanto riguarda l’efficienza di una cella fotovoltaica, è stato stabilito al National Renewable Energy Laboratory (NREL) statunitense, con una percentuale del 40,8%. E’ un tipo di cella a tripla giunzione concepita, realizzata e sperimentata, dal NREL, impiegando strati costituiti da fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio. Il programma produttivo è stato chiamato IMM (Inverted Metamorphic Multi-juntions) .
Questa tecnologia consente alla cella di sfruttare una gamma più ampia di frequenze dello spettro solare e così può utilizzare più energia da convertire in elettricità.
La caratteristica potenza della cella è stata misurata con concentrazione solare pari a 386 soli (cioè pari a 386 volte la radiazione disponibile che arriva sulla superficie della terra). Si tratta molto più dei 240 soli del precedente record del luglio 2007 (40,7%). E forse proprio in questo sta quella differenza dello 0,1% in più.
Comunuque il primato è stato segnalato dalla rivista “R&D Magazine” come una tra le 100 scoperte più innovative del 2008. Ma dal punto di vista concreto questa nuova cella potrà essere impiegata nello spazio sia per i satelliti oppure nei sistemi a concentrazione, con lenti ad hoc. La società Emcore già pensa di commercializzarla nei prossimi due anni.
Beh, che dire... Sempre meglio... Queste notizie ti fanno sorridere, sperare, e amo tenervi informati di ciò. E' un piacere per me riportare a voi queste notizie che ti fanno stare veramente bene. Poi, però, ce ne sono altre, come le dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente e dei "rappresentanti" del governo ad una riunione del Parlamento Europeo, che ti fanno stare male.
Come volevasi dimostrare: l'Italia non vuole raggiungere gli obiettivi europei, ma solo avvicinarsi MOLTO lentamente, e molto più lentamente degli altri Paesi europei.
Ma sono stanchissimo, ne ho fin sopra la testa (e forse anche voi) di polemizzare con loro e di stare qui a scrivere sempre le solite cose che ti fanno ribollire il sangue ogni volta per la rabbia. Ormai la situazione non è più recuperabile se si continua così...
Auspico fortemente che CHI VUOLE SVILUPPARE LE RINNOVABILI vinca le elezioni fra 4 anni e mezzo, tenendo conto di tutte queste innovazioni. Teniamo duro.
Saluti! E alla prossima, con un altro appuntamento con le informazioni e gli aggiornamenti dal sito www.rinnovabili.it.
Si o no all'energia eolica?
Questa volta era “Italia Nostra” che si opponeva, ad un parco eolico di sei turbine, in Val di Cecina. Ma il Tar della Toscana ha respinto il ricorso
La battaglie contro i parchi eolici si basano, quasi sempre, su obiezioni di ordine estetico. L’altezza e la struttura delle pale creerebbero un danno al paesaggio, deturpandolo anche quando si tratta di sei sole pale, come nel caso su cui si è espresso il Tar della Toscana. Il Tribunale amministrativo ha infatti bocciato il ricorso, con richiesta di sospensione presentata sia da “Italia Nostra” che dal “Comitato contro il parco eolico”. Si voleva lo stop al progetto di installazione di sei pale eoliche nella zona di Miemo (Montecatini-Val di Cecina).
“Si tratta di una decisione giusta e saggia. Ci sono associazioni come Italia Nostra e comitati vari che passano il loro tempo a fare guerre sante contro l’eolico, anzichè prendersela con i fautori del nucleare e delle centrali a carbone. – sottolinea il presidente di Legambiente Toscana, Piero Baronti – Anzichè occuparsi dei gravi problemi causati dall’inquinamento atmosferico che nuoce alla salute delle persone, questi signori snob se la prendono con l’energia del vento, l’eolico appunto, l’energia rinnovabile più pulita, più economica e che nel caso delle pale di Montecatini Val di Cecina fornirà energia elettrica per 16.000 famiglie. Gli impianti dell’energia eolica possono essere inseriti correttamente nell’ambiente senza stravolgere il paesaggio. Il progetto di Montecatini Val di Cecina è emblematico anche sotto questo aspetto”.
Come è successo in altri casi, Italia Nostra e il comitato, crediamo, faranno quasi sicuramente ricorso alla decisone del Tar"
Sei sole pale eoliche forniscono energia a sedicimila famiglie??? Damose da fà! VOLEMOSE BENE!!! Scrivete al vostro sindaco, e proponetegli di installare pale eoliche nel vostro comune! Questa potrebbe essere la soluzione ai problemi energetici!!! Sei pale eoliche! Solo sei pale eoliche! S'ore e S'ori! Comprate sei pale eoliche!!! Solo sei al prezzo di una!!! S'ore e S'ori!
Fatevi avanti!
La prima manovra economica del governo Berlusconi IV verrà ricordata come l’unico piano finanziario triennale approvato in 9 minuti dal Consiglio dei ministri, come la manovra degli spot, degli slogan e della propaganda, come la manovra dei tagli, delle promesse mancate. La manovra della lotta contro i più poveri e i deboli della società, la manovra delle irregolarità, la manovra che ha svuotato il Parlamento di ogni suo ruolo. La manovra della penalizzazione degli enti locali e del Mezzogiorno, della mancata lotta alla crisi economica e sociale dell’Italia e degli italiani.
Un autentico fallimento. Il documento di programmazione economica e finanziaria si commenta da sé. Nelle sue 56 pagine non vi è traccia degli impegni assunti con il protocollo di Kyoto e il rischio di non riuscire ad onorare gli obblighi presi nell’antica capitale giapponese aumentano il rischio sanzioni.Amici,
la nostra fine è certa: se non si riducono del 30% almeno le emissioni di gas serra nell’atmosfera entro E NON OLTRE dieci anni, noi non avremo più acqua. Lo dicono tutti gli esperti, anche i meteorologi. E otto pupazzi che hanno partecipato al G8 mandando bacetti alle giapponesine, che sono solo dei burattini manovrati da Satana, hanno deciso che entro il 2050 si ridurranno le emissioni di gas serra nell’atmosfera del 50%! Ma bravi! E chi vi crede più?
La riduzione di gas serra del 50% entro il 2050 è troppo poco, e nel 2050 sarà troppo, troppo tardi. Cioè, la nave affonda, ma i soccorritori prendono tempo e arrivano dopo quarant’anni. Fra dieci anni se le emissioni rimangono così o diminuiscono di poco, non avremo più acqua!!! Come fanno a intervenire fra 40 anni??? Vi rendete conto? Siamo al collasso totale!
Domanda: come fa il gas serra a diminuire se si aumenta la produzione di petrolio, che è la principale causa di produzione di co2, visto che per ora il carbone utilizzato per produrre energia è di molto inferiore alla quantità di petrolio bruciato? E come si fa a contrastare i cambiamenti climatici installando mille centrali nucleari in tutto il mondo, senza al contempo diminuire la produzione di petrolio?
Altra domanda: e le fonti rinnovabili? Conoscete le parole: eolico, fotovoltaico, idroelettrico, geotermia, energia mareomotrice, energia del moto ondoso, biomasse?
Cari amici,
se non ci mobilitiamo con una enorme manifestazione di protesta e di richiesta a Roma, sarà la fine per tutti.
Cosa ne pensate (anche se ora bisogna solo agire invece di pensare)?
Cari Amici,
ho l’impressione che le mie paure siano fondate. Oggi un giornale ha presentato in anteprima quella che potrebbe essere definita una “bozza” del Decreto Energia e della Finanziaria Triennale che Berlusconi presenterà domani al dibattito in aula. Stando a quanto si legge sul giornale, non ho visto nessun capitolo di spesa per quanto riguarda le fonti rinnovabili. Per quanto riguarda l’energia, infatti, dalla bozza di disegno di legge, si legge (scusate il gioco di parole) qualcosa sul nucleare (bisogna individuare, entro la fine del 2008, i CRITERI per l’individuazione dei siti delle centrali nucleari); e sui petrolieri, la famosa “Robin Hood Tax” di Tvemonti, tra l’altro una tassa “una tantum”, mi pare, un’aggiunta sull’IRAP (non ci ho capito molto su quello), e comunque non ogni qualvolta i petrolieri aumentino il prezzo del greggio (e quindi è solo propaganda, senza fatti concreti). E infine, la possibilità di acquistare carburante al supermercato, per liberalizzare il settore… Verranno anche abolite alcune province già città metropolitane…
Però, per il resto devo dire che la manovra finanziaria di questi tre anni sarà molto leggera e prevede un po’ di novità, come le pagelle e anche le ricette del medico online! Con possibilità di farci dare le medicine senza ricetta medica, o comunque per i malati cronici si faciliteranno le cose.
Buona, ma le fonti rinnovabili? Vedremo domani, e come si evolverà la questione. Da qui alla fine dell’anno… ce n’è di tempo… E le cose (spero) cambino, anche sull’energia alternativa…
Cari Amici,
la maggior parte degli italiani lo ha votato. E adesso è lui a decidere. Ma la sua politica decisionale è sbagliata. Ma non per i risultati finali: per il “viaggio”! Senza dialogare con nessuno, non ascoltando le preoccupazioni della popolazione, si rischia di fare male le cose. Anche il Papa lo ha detto: “No al progresso senza criteri. Cristiani: non inginocchiatevi davanti a nessun potere”. E io inizio ad avere paura:
se il governo non ci ascolta, chissà cosa si farà. Io non sono totalmente contrario al nucleare. Per produrre energia Made in Italy va perfetto. Però la mia paura è che venga utilizzato anche per altri scopi: ad esempio costruire armi e bombe atomiche, oppure armi all’uranio impoverito, o chissà quali altri porcherie… E’ quella una delle mie paure più grandi!
Questa è la mia posizione: sì al nucleare come energia Made in Italy (e io appoggerò qualsiasi scelta che riduca la percentuale di energia da importare dagli altri Stati e dalle altre nazioni), NO AL NUCLEARE per esperimenti e per costruire armi atomiche, di distruzione di massa, bombe o armi all’uranio impoverito. Qual’è la vostra posizione?
Ho paura del metodo che ha berlusconi di governare: "voi mi avete eletto e io vi impongo, perché ne ho tutto il diritto". Ho paura anche e soprattutto che passi il DPCM del 16 Aprile scorso, quando Prodi, anche se aveva perso le elezioni, ha continuato a fare, ponendo il segreto di Stato in materia di energia! Così facendo si potrebbe nascondere alla popolazione dove verranno stoccate le scorie, si potrebbero costruire inceneritori senza appalti né concorsi pubblici, si potrebbero fare delle porcherie come raffinerie ed acciaierie o inceneritori senza contattare né la popolazione, né la medicina. È stato addirittura abolito il Ministero della Salute, così non potremo ottenere risarcimenti se ci ammaliamo. È questa la mia paura! È per questo che sono preoccupato e che ho paura.
Questo metodo di imposizione senza dialogo mi fa crollare le braccia e rassegnarmi alla distruzione, alle malattie, alla mancanza di ossigeno e di alberi. Sono ormai rassegnato. Mi affido solo alle mani di Dio.
Cari Amici,
ecco un esempio di efficienza energetica senza bisogno alcuno di petrolio, di carbone, di inceneritori o di nucleare: la Danimarca!
Infatti la Danimarca, sfruttando la sua posizione geografica (vicino al polo nord), e quindi il vento che soffia, ha pensato di installare delle pale eoliche, ma visto che, secondo alcuni soliti ignoranti rovinavano il paesaggio (classica scusa che blocca la diffusione di questo tipo di energia pulita e rinnovabile in Italia), allora hanno ben pensato di mettere le pale eoliche sott’acqua! Sì, avete capito bene! Questo perché avesse un minor impatto ambientale. Le pale di questi impianti arrivano a sfiorare il metro sopra il livello dell’acqua.
Così facendo, producono due tipi di energia in una: anzitutto energia EOLICA, del vento. Ma anche energia IDROELETTRICA, perché sul mare viene sfruttato anche il vapore acqueo.