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sabato, 04 ottobre 2008

INCENERITORI

In Italia, attualmente, sono in funzione 51 inceneritori di rifiuti. 5 li vogliono costruire in Campania, un'altro in Sardegna, vicino a dove si fabbrica il latte più genuino. In tutto 56. E non so se sono finiti.
Praticamente fra tre anni avremo 56 inceneritori, uno per poco più di un milione di abitanti.
Domanda: secondo voi, un milione di abitanti, producono 200.000 tonnellate di rifiuti solidi urbani (quindi senza contare gli altri che si differenziano) in un solo anno?
A che serve un inceneritore per milione di abitanti?
Sapete che un moderno inceneritore da 200.000 tonnellate di rifiuti, per essere sicuro e non far danno, dovrebbe essere respirato da almeno 1.800.000 ADULTI? E che l'Italia, nonostante stia diventando gerontocrate, ha anche dei bambini e dei malati?
A che ci servono tutti questi inceneritori?

postato da: paol84 alle ore 14:52 | link | commenti (13)
categorie: sardegna, rifiuti, cancro, polveri sottili, diossina, inceneritori
giovedì, 02 ottobre 2008

INFO RINNOVABILI.IT

Cari Amici,
oggi la sezione rinnovabili.it è veramente ricca di notizie... Con piacere riporto alcune belle notizie del mondo scientifico e delle scoperte nel settore delle rinnovabili.
Ecco una novità in campo della scienza per quanto riguarda il fotovoltaico... :

Celle PV come girasoli

Inseguitori solari addio, ecco il fotovoltaico “passivo”


Celle che inseguono il sole solo attraverso la modifica delle proprietà del materiale di supporto. Un’altra frontiera della tecnologia solare è stata valicata.

Per massimizzare l’efficienza dei dispositivi solari vengono ormai da tempo impiegati gli inseguitori solari, quei sistemi meccanici che orientano favorevolmente rispetto ai raggi luminosi un modulo fotovoltaico o un concentratore solare. Ma questa tecnologia potrebbe ben presto divenire obsoleta grazie ad un team di studenti del MIT. “Semplicemente” studiando quello che in fisiologia vegetale viene definito eliotropismo, vale a dire la proprietà di alcuni organi vegetali di reagire a stimoli luminosi incurvandosi nella direzione degli stimoli stessi, il team è riuscito a mettere a punto dei moduli fotovoltaici “passivi” in grado di seguire il sole nel suo percorso attraverso il cielo, senza alcuna alimentazione elettronica per il controllo del movimento. Le celle sono state montate su di un arco ricurvo in acciaio e alluminio, sensibile, al pari delle piante eliotrope, alle varie modificazioni della temperatura. E così il sistema proposto si è dimostrato in grado di muoversi lungo un asse dettato dalla temperatura, piegandosi e inclinandosi nelle diverse direzioni. Il sistema progettato dai giovani ingegneri è risultato così buono da essere addirittura premiato dal Making And Designing Materials Engineering Contest (MADMEC), il concorso co-sponsorizzato dal Science and Engineering (DMSE) del MIT e dalla Dow Chemical, Saint Gobain e General Motors.

Che ne pensate di questa scoperta?

Ma ecco un'altra genialata:

Il primo esperimento del genere

La Torre mangia CO2


Si tratta di una torre in grado di aspirare l’anidride carbonica e se il suo funzionamento venisse confermato, aldilà della fase sperimentale, darebbe un non indifferente contributo al calo dell’inquinamento atmosferico.

La torre aspira-anidride carbonica, battezzata “CO2 Tower”, è in effetti la prima macchina per aspirare il venefico gas che tanto danno procura all’ambiente.
E’ inutile dire che se un’applicazione in serie di questa tecnologia funzionasse, sarebbe a dir poco una “manna” per la lotta all’inquinamento. Questo “aspiratore” funziona grazie ad un processo chimico-termodinamico: l’aria aspirata viene messa a contatto con particelle di idrossido di sodio, le quali provocano la scissione della CO2 presente.
E’ stata progettata e realizzata all’università di Calgary (Alberta, Canada) dal professor David Keith e da un’equipe di scienziati e tecnologi i quali ne illustrano le prospettive di sviluppo:
“E’ un prototipo sperimentale già funzionante, un impianto relativamente semplice che si basa su tecnologie mature. Ha il pregio di poter svolgere la sua funzione in qualunque posto del pianeta, separatamente da un impianto di produzione energetica. Ne stiamo mettendo alla prova l’efficienza per verificare la nostra ipotesi che possa essere conveniente realizzarlo e distribuirlo in una molteplicità di esemplari”.
Il professor Keith ci tiene a distinguere bene le differenze tra questa sua tecnica e quella del cosiddetto “Carbon Capture and Storage”.
“Il CCS preleva l’anidride carbonica ai camini di centrali elettriche o industrie, dove si trova in alte concentrazioni, la nostra macchina, invece, direttamente dall’aria”. E all’obiezione di chi chiede se non sia più vantaggioso, piuttosto che aspirare CO2 dall’aria (concentrazione 0,04%), applicarlo invece alle emissioni di un impianto energetico (concentrazione 10%) risonde: “Il fatto è che una larga fetta di CO2 è prodotta da sorgenti mobili: auto, aeroplani, navi, dove la tecnica CCS è inapplicabile. Di qui la necessità di pensare anche a una rimozione direttamente dall’aria”.
I primi risultati sembrerebbero davvero incoraggianti. Il loro prototipo richiede 100 kWh per tonnellata di CO2 estratta. “Questo vuol dire che, usando una centrale elettrica a carbone per alimentare la nostra macchina – spiega Keith – per ogni unità di elettricità prodotta per farla funzionare, catturiamo CO2 dieci volte di più di quella emessa dalla centrale per il nostro fabbisogno”.
Insomma, una volta assodata, l’efficacia di questa tecnologia, va solo calcolata la possibilità di una realizzazione in larga scala.
Per conoscere il progetto nei suoi dettagli si può visitare direttamente il sito dell’uniiversità.

Beh, che dire... Potrebbe essere benissimo installata nelle aree colpite da diossina a causa di incendi ai cassonetti e dagli inceneritori di rifiuti.

Ma intanto, ecco un record che può benissimo essere inserito tra i guinnes dei primati (perdonatemi se non si scrive così):

New York, 26 settembre 08

Sempre maggiore potenza

Celle fotovoltaiche: record mondiale di efficienza


Milgliora sempre di più l’efficienza delle celle fotovoltaiche. Ora l’asticella è stata posta ad una percentuale di 40,8, grazie al’impiego di fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio.

ll record mondiale, per quanto riguarda l’efficienza di una cella fotovoltaica, è stato stabilito al National Renewable Energy Laboratory (NREL) statunitense, con una percentuale del 40,8%. E’ un tipo di cella a tripla giunzione concepita, realizzata e sperimentata, dal NREL, impiegando strati costituiti da fosfuri e arseniuri di Gallio e Indio. Il programma produttivo è stato chiamato IMM (Inverted Metamorphic Multi-juntions) .
Questa tecnologia consente alla cella di sfruttare una gamma più ampia di frequenze dello spettro solare e così può utilizzare più energia da convertire in elettricità.
La caratteristica potenza della cella è stata misurata con concentrazione solare pari a 386 soli (cioè pari a 386 volte la radiazione disponibile che arriva sulla superficie della terra). Si tratta molto più dei 240 soli del precedente record del luglio 2007 (40,7%). E forse proprio in questo sta quella differenza dello 0,1% in più.
Comunuque il primato è stato segnalato dalla rivista “R&D Magazine” come una tra le 100 scoperte più innovative del 2008. Ma dal punto di vista concreto questa nuova cella potrà essere impiegata nello spazio sia per i satelliti oppure nei sistemi a concentrazione, con lenti ad hoc. La società Emcore già pensa di commercializzarla nei prossimi due anni.

Beh, che dire... Sempre meglio... Queste notizie ti fanno sorridere, sperare, e amo tenervi informati di ciò. E' un piacere per me riportare a voi queste notizie che ti fanno stare veramente bene. Poi, però, ce ne sono altre, come le dichiarazioni del Ministro dell'Ambiente e dei "rappresentanti" del governo ad una riunione del Parlamento Europeo, che ti fanno stare male.

Come volevasi dimostrare: l'Italia non vuole raggiungere gli obiettivi europei, ma solo avvicinarsi MOLTO lentamente, e molto più lentamente degli altri Paesi europei.

Ma sono stanchissimo, ne ho fin sopra la testa (e forse anche voi) di polemizzare con loro e di stare qui a scrivere sempre le solite cose che ti fanno ribollire il sangue ogni volta per la rabbia. Ormai la situazione non è più recuperabile se si continua così...

Auspico fortemente che CHI VUOLE SVILUPPARE LE RINNOVABILI vinca le elezioni fra 4 anni e mezzo, tenendo conto di tutte queste innovazioni. Teniamo duro.

Saluti! E alla prossima, con un altro appuntamento con le informazioni e gli aggiornamenti dal sito www.rinnovabili.it.


martedì, 09 settembre 2008

DIRETTAMENTE DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

Le previsioni del cancro

Gli inceneritori spuntano nelle Regioni italiane come l’amanita falloide. Svettano da lontano. Oggetti di design. Ci fanno pure le gite scolastiche. Sono i funghi velenosi dei partiti. Non è necessario coglierli per morire. Basta respirarli. Vengono raccomandati in televisione in programmi condotti da presentatori imbelli.
Il partito degli inceneritori è trasversale, ma quello di Casini che ne vuole piazzare quattro nel suo feudo siciliano, è anche ultraterreno, vuole avvicinare all’aldilà tutti i siciliani.
La raccolta differenziata rende inutili gli inceneritori. L’eliminazione degli imballaggi superflui li azzera.
La mappa degli inceneritori sovrapposta alla riduzione dell’aspettativa di vita a causa degli antropogenici PM 2,5 in Italia è illuminante.Più inceneritori, più tumori per tutti.
La mappa permette di fare le "Previsioni del cancro". In Val Padana sono molto alte, diffuse come la nebbia.

inceneritori_Padania.jpg

In Calabria e nella Sicilia orientale hanno una diffusione intensa, ma cumuliforme. Contenute, invece, al pari di una riduzione del PM 2,5, in Sicilia orientale.

inceneritori_Sicilia.jpg

Bel tempo sanitario sulle Alpi orientali e in Valle d’Aosta. Su quest’ultima regione è previsto però un aggravamento a breve grazie a un inceneritore nuovo di zecca.

inceneritori_Nordest.jpg

La distribuzione tumorale nel Paese nel suo complesso tende a stratificarsi e a diffondersi con una certa continuità. Le previsioni di mortalità diffusa a medio termine sono pressoché certe.
Un tornado elettorale potrebbe spazzare via le cause della bassa attesa di vita se riuscisse a interessare le formazioni politiche più esposte sul fronte degli inceneritori. Seguiranno dettagli.

COSA NE PENSATE? EH Sì, E' DURA DA ACCETTARE, MA E' COSì.


mercoledì, 27 agosto 2008

NO AI RIFIUTI COME FONTE RINNOVABILE!

Cari Amici,
vi invito con insistenza a firmare la petizione su www.firmiamo.it, per cancellare una ingiusta disposizione. Questo è il testo della petizione, che troverete sul sito:

A: Parlamento Italiano

L’articolo 43, lettera E, della legge di acquisizione della direttiva comunitaria numero 77 del 2001, sul finanziamento alle fonti rinnovabili, la legge 39/2002, inserisce i rifiuti tra le fonti energetiche ammesse a beneficiare del regime riservato alle fonti rinnovabili, ivi compresi i rifiuti non biodegradabili.

Questa è una truffa e un pericolo per il nostro futuro: infatti, l’Unione Europea aveva messo come obiettivo all’Italia il raggiungimento del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili entro il 2020.

Ora, con questo articolo, anche i termovalorizzatori sono considerati fonte rinnovabile.

C’è il SERIO rischio che il governo rivendichi il raggiungimento dell’obiettivo comunitario, ma SOLO GRAZIE AI RIFIUTI, CONSIDERATI FONTE RINNOVABILE SOLO NEL NOSTRO PAESE. Così facendo blocca lo sviluppo delle VERE fonti energetiche rinnovabili, e dà solo attenzione agli inceneritori, senza investimento alcuno su eolico e fotovoltaico.

Sarebbe un grave danno per l’economia nazionale, per l’Ambiente e per la concorrenza dell’Italia con gli altri Paesi europei.

Noi chiediamo al Parlamento Italiano di cancellare questa ingiusta disposizione.

Se condividete, vi prego di firmare. Ci servono 50.000 firme. Siamo arrivati SOLO a quota 17. Forza! Abbiamo bisogno di forza! Firmate la suscritta petizione. Andate su

www.firmiamo.it/noairifiuticomefonterinnovabile

Firmate in tanti (chi lo ha già fatto, non firmi), e vi supplico di diffondere la petizione quanto più possibile.
Grazie!

venerdì, 22 agosto 2008

INFO EMERGENZA RIFIUTI

COLPA DELLO STATO
Cari Amici, riporto quello che ha scritto il blogger amico Vinny81 nel suo blog.

DSCN0748
Scandalo rifiuti in Campania: lo Stato protegge chi sbaglia e guadagna e da botte a chi paga
L’informazione diffusa dai mass media circa l’emergenza-scandalo rifiuti ha fatto credere ai cittadini italiani che il problema sia causato dalla inciviltà dei campani e dall’incapacità degli amministratori locali condizionati dalla malavita organizzata e che solo negli ultimi mesi, grazie al governo di centro destra, è finalmente intervenuto lo Stato che in pochi giorni ha efficacemente avviato la risoluzione dell’annoso problema imponendo la costruzione di inceneritori e discariche. Gran parte degli italiani, stanchi di subire gli effetti delle immagini negative degne di un paese sottosviluppato immerso, in parte, nell’immondizia, crede a questa versione mediatica. Le cose non stanno così. In realtà, l’emergenza rifiuti è un’invenzione governativa di 14 anni fa! Non ho sbagliato! Lo Stato Italiano è stato l’artefice principale di quanto avvenuto in Campania, certo con il sostegno di persone che hanno rappresentato e tuttora rappresentano le Istituzioni locali, con l’indifferenza “omertosa” di persone elette dai cittadini, con la distrazione e incredulità dei cittadini stessi che hanno stentato a comprendere il progetto ben coperto giuridicamente che ha trasformato la Campania in terra da depredare spietatamente. Complimenti a coloro che hanno avuto la “criminogena” ispirazione iniziale di avviare l’operazione “Emergenza rifiuti in Campania” protetta giuridicamente dalla legge 225 del 24 febbraio 1992 (Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”) in quanto basata sulla continua persistenza dello “Stato di emergenza”, ritenuto irrisolvibile in quanto causato dalla ingovernabilità dei campani condizionati dalla malavita organizzata, che ha autorizzato il Presidente del Consiglio dei Ministri di turno (espressione di maggioranze partitiche diverse) a ricorrere sistematicamente al “potere di ordinanza” avvalendosi di “commissari delegati” ai quali sono stati conferiti poteri straordinari da usare in deroga alle leggi vigenti. Questo “peccato originale” è consentito anche dal fatto che la legge 225 non indica la durata massima dello stato di emergenza ed è comprovato dalle ordinanze del Presidente del Consiglio e del Commissario di Governo di turno relative all’emergenza rifiuti che iniziano sempre con la frase “Visto l’art. 5 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225. Infattisolo se si verificano le condizioni previste all'articolo 2, comma 1, lettera c (tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi), il Consiglio dei Ministri può deliberare lo stato di emergenza.
Riflettendo scientificamente su quanto accaduto, appare strano che lo Stato Italiano in 14 anni non sia riuscito a risolvere la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in Campania. Si prospettano due soluzioni. Una prima soluzione, buonista, impone di credere che per 14 anni lo Stato Italiano, impiegando poteri speciali, non sia riuscito a risolvere il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti in Campania. Ciò sarebbe stato possibile solo se i poteri speciali fossero stati sistematicamente attribuiti da Presidenti del Consiglio dei Ministri incapaci di controllare l’operato delle persone, di loro fiducia, rivelatesi sempre assolutamente non idonee a risolvere l’emergenza rifiuti. Un’altra soluzione, sconcertante, si basa sulla possibilità che si sia fatto un malizioso e improprio uso della legge 225 per ottenere benefici a scapito dei cittadini campani. In particolare sarebbe stato artatamente mantenuto in vita uno stato di emergenza con la conseguente necessità di intervenire con poteri speciali, spendendo risorse finanziarie pubbliche in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie che regolamentano la spesa pubblica; in altre parole se un sindaco avesse speso i soldi pubblici come hanno fatto finora i vari Commissari di Governo, senza la loro copertura giuridica speciale, sarebbe stato immediatamente perseguito dalla magistratura e irrimediabilmente condannato per il reato. Varie indagini della magistratura hanno evidenziato che sotto la protezione del Commissariato di Governo sarebbero stati commessi vari abusi e attività non lecite come si evince dal processo in corso contro 28 imputati, tra cui ex vertici Impregilo e del Commissariato e il governatore Antonio Bassolino; vari alti funzionari del Commissariato sono stati interessati dall’attività della magistratura. I Commissari di Governo nominati direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri di turno hanno sempre rappresentato direttamente lo Stato Italiano. Si può dire che lo Stato ha agito male, nel senso che ha consentito la realizzazione di interventi che nonostante le ingenti somme spese non si sono rivelati idonei a risolvere l’emergenza rifiuti anzi, l’hanno sapientemente mantenuta viva e vegeta per non chiudere il lucroso “Pozzo di San Patrizio” rappresentato dal potere speciale che consente di spendere grandi quantità di soldi pubblici in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie. Non si può certo affermare che lo Stato Italiano sia stato assente nell’emergenza-scandalo rifiuti in Campania. A questo punto è lecito chiedersi: “ma quale Stato Italiano è stato ed è presente in Campania?”. Finora si è caratterizzato per favorire e proteggere coloro che hanno speso disinvoltamente i soldi pubblici e coloro che hanno realizzato interventi non idonei a risolvere lo scandalo rifiuti danneggiando le risorse ambientali e idriche e con esse l’assetto socio-economico regionale. Si è distinto anche per avere fatto credere agli italiani che l’emergenza rifiuti è solo un problema campano dove amministratori incapaci governano cittadini sporchi e cattivi e per di più sottomessi alla malavita organizzata. A simili cittadini devono essere imposti dallo Stato, solo con la forza e le botte, gli interventi per salvare la faccia anche al resto dell’Italia. Anche se lo scandalo rifiuti non si chiude, anche se gli interventi non sono adeguati, anche se i cittadini hanno ragione a protestare contro opere pericolose per la salute e l’ambiente, è importante divulgare un’immagine di efficientismo governativo militarizzato e nel frattempo continuare a usare i poteri speciali. Tanto pagano i cittadini, anche quelli campani (praticamente “cornuti e mazziati”), per sostenere le sorti finanziarie delle lobbies parassitarie.
17 agosto 2008                            Prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

NON HO PAROLE.

domenica, 03 agosto 2008

ECCO CHI SPECULA SULLA NOSTRA SALUTE E SU QUELLA DELL'AMBIENTE: IL RE DEGLI INCENERITORI

Cari Amici,

ecco chi specula sulla nostra salute e su quella dell'Ambiente. Ecco a voi il re degli inceneritori. Leggete questo, e capirete perché in Italia c'è la cultura dell'incenerimento, e perché i 55 cancrovalorizzatori che ci sono (compresi quelli campani) non bastano più per smaltire tutti i rifiuti.

All'ombra dei rifiuti c'è il re di Malagrotta

di Francesco Bonazzi
Smaltisce la spazzatura di Roma e del Vaticano. Fattura 800 milioni l'anno. E restando sempre dietro le quinte ha creato un impero da due miliardi di euro
 
La discarica di Malagrotta
In Italia c'è un vecchietto di 84 anni che se domani chiudesse i cancelli dei suoi terreni alla periferia di Roma farebbe cadere il governo in poche ore. Se questo signore con i capelli bianchi decidesse di buttare le chiavi della sua 'tenuta' di Malagrotta e bloccasse i camion della spazzatura all'ingresso, rispedirebbe al mittente le 4.500 tonnellate d'immondizia prodotte ogni giorno dalla capitale e dalla Città del Vaticano. La spazzatura di Gianni Alemanno e quella del Papa.

Uno scenario di fronte al quale l'emergenza rifiuti della Campania sembrerebbe una passeggiata tra i colori e i profumi del Golfo, mentre le immagini del Colosseo inondato dai sacchetti spopolerebbero su Internet e sui telegiornali di tutto il mondo. Così, perfino Silvio Berlusconi, il premier che ha dichiarato di aver già ripulito Napoli, sarebbe costretto ad andare in pellegrinaggio dal signor Manlio Cerroni da Pisoniano, borgo di 700 anime arrampicato sui monti Prenestini, a una cinquantina di chilometri dalla capitale.

Tutto questo per fortuna non accadrà mai, almeno finché Cerroni continuerà a comportarsi da imprenditore responsabile e avveduto. E finché la regione Lazio (nonostante le prediche e le multe minacciate da Bruxelles) consentirà alla discarica di Malagrotta di operare oltre il termine di saturazione, che dal 2005 continua provvidenzialmente a slittare. Tuttavia, lo scenario apocalittico della spazzatura che assedia il Cupolone e copre Piazza Navona aiuta a capire perché Cerroni sia diventato uno degli uomini più potenti d'Italia. Un personaggio con il quale i politici romani fanno i conti silenziosamente fin dal 1975, anno in cui si narra abbia esordito con lo smaltimento dei rifiuti del mattatoio di Testaccio, ma con il quale devono ormai misurarsi anche il governo nazionale e chiunque sia interessato alla gran corsa all'oro rappresentata dai nuovi termovalorizzatori.

Fuori dai confini laziali, l'ottavo re di Roma continua ad essere conosciuto solo dagli addetti ai lavori. Merito soprattutto della riservatezza con la quale Re Manlio ha saputo costruire sulla spazzatura e sui fanghi di scarto un impero gigantesco, capace di operare a Brescia come in Australia, a Perugia come in Romania, in Puglia come in Albania. E poi Francia, Brasile e Norvegia, perché sul suo impero non tramonta mai il sole. Il tutto senza una holding di controllo, senza una banca di riferimento, senza una sola poltrona accettata nel mondo della finanza o della politica.

Cerroni ha messo su un impero a ragnatela, con decine di società che fatturano almeno 800 milioni l'anno, ma poi lo trovi socio di riferimento solo della metà di Malagrotta e di poco altro. Per il resto, preferisce operare in consorzi locali dove compaiono le varie municipalizzate dei rifiuti e dell'energia, dove è complicatissimo capire chi comanda a termine di codici, ma dove a mezza bocca tutti dicono che comanda sempre lui. E dove non c'è lui ci sono le figlie (a Perugia e a Brescia) o collaboratori legati da rapporti ultratrentennali. Secondo stime ufficiose che circolano in ambienti bancari, l'impero di Cerroni varrebbe oltre due miliardi. Ma non essendosi né quotato né indebitato, sono cifre molto aleatorie.

La sua forza non è solo l'evidente potere che gli conferisce il fatto di essere presente in mezzo mondo e di essere "il monopolista assoluto dello smaltimento rifiuti" nei comuni di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano (come ha scritto nel 2004 la commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti). La sua abilità è anche quella di non aver mai frequentato quei salotti della capitale dove il potere romano si annusa, si struscia, ammicca, si esibisce e alla fine si mescola in una macedonia ricca più di veleni che di vitamine.

Al massimo 'l'Avvocato', come lo chiamano con deferenza i suoi dipendenti senza stare tanto a sottilizzare se alla laurea in legge sia seguita anche l'abilitazione professionale, lo puoi incontrare a piedi per l'Eur o sul suo Suv, mentre controlla personalmente le discariche di Malagrotta (con i suoi 250 ettari, la più grande d'Europa) o i terreni di Albano laziale (ai Castelli), dove tutto è pronto per costruire un nuovo termovalorizzatore. E se gli altri suoi nomignoli locali sono 'il Re della monnezza' o 'il Signore di Malagrotta' è solo perché giusto ai nomignoli bisogna affidarsi.


Il suo volto non dice nulla né ai romani né agli italiani. Nessuno lo ha mai visto fare anticamere nei ministeri, né battere i corridoi dei palazzi regionali, del ministero dell'Ambiente o mostrarsi in foto o in tivù. Non rilascia interviste neppure al canale 'Roma Uno Tv', che pure gli appartiene. Non ne ha bisogno. È così ricco che se volesse potrebbe salvare senza fatica la Roma dai 300 e passa milioni di debiti che soffocano il suo vecchio amico Franco Sensi con l'ex Banca di Roma.

Ma, anche se Cerroni è un supertifoso dei giallorossi, neppure Cesare Geronzi potrebbe mai chiederglielo sul serio perché lui non deve nulla a nessuno. L'unica debolezza, se proprio la si vuol chiamare tale, è quella per Pisoniano, del quale è un benefattore riconosciuto. Tempo fa ha salvato anche la locale squadra di pallone, ma senza impegnarsi direttamente: pure al suo paese ha preferito mandare avanti un giovane avvocato romano di sua fiducia. Bastavano pochi soldi (la squadra milita in serie D), eppure li ha fatti un po' sudare. Forse non a caso Pisoniano è dominato da un monte di nome Guadàgnalo.

Guadagnare consensi, al centro come a destra e sinistra, non è mai stato un problema per Cerroni. Nessuno conosce con esattezza le sue attuali idee politiche e neppure se ne abbia. Così si è sussurrato che fosse vicino ad Andreotti solo perché ha fatto fortuna nella zona dove meglio regnava il Divo Giulio, ovvero Roma e il basso Lazio. Ma tra le poche confidenze politiche mai sfuggitegli c'è semmai quella di una stima sconfinata per Alcide De Gasperi. Poi si è mormorato di una sua vicinanza alla Margherita e al centro-sinistra in generale, visto che gli impianti dove tratta i rifiuti sono in gran parte dislocati in aree amministrate da giunte di quel colore. Però è anche un fatto che non ha mai avuto problemi ad andare d'accordo con Francesco Storace, esattamente come non ne ha con Piero Marrazzo e con chiunque ne prenderà il posto alla regione Lazio nel 2010.

Pare che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non lo ami particolarmente, come neppure il neosenatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico, che con i suoi giornali si diverte a punzecchiarlo. Ma anche nel centrodestra riconoscono a 'Re Manlio' equidistanza e professionalità. Certo, si potrebbe osservare che se nel Lazio la raccolta differenziata rimane a livelli da ridere (più o meno il 15 per cento), una qualche responsabilità l'avrà anche Cerroni. Ma a chi a quattr'occhi gli fa notare la faccenda, lui risponde con due dati di fatto e una cifra tutta sua: il gruppo da trent'anni smaltisce tutto quello che la città gli chiede di smaltire e applica tariffe tra le più economiche d'Italia "grazie alle quali Roma ha risparmiato negli anni oltre un miliardo". Intanto, Cerroni guarda al futuro: tanto che sta già investendo milioni nei termovalorizzatori di domani. Perché i rifiuti (e i politici) passano, Re Manlio no.

Questo "Re", come avete potuto leggere, è il simbolo della cultura inceneritrice d'Italia, il simbolo della mala gestione dei rifiuti. Ormai lui vive di diossina, che è per lui ossigeno. L'inquinamento è il suo Ambiente. Ma in che razza di posto viviamo? QUANDO LA SMETTERANNO CON QUESTA CULTURA DEI RIFIUTI? Non esiste altra via che arrendersi alla sua dittatura? EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA' VENCIDO... Magari fosse vero. Solo che il pueblo è unido, ma sta continuando ad essere "vencido" da poche teste di scopetta che rovinano uno splendido Paese del Sole.
Voi cosa ne pensate?

domenica, 20 luglio 2008

IL RITORNO DEI VERDI

Cari Amici,

i Verdi, finalmente, dopo l’esperienza (purtroppo) negativa della Sinistra Arcobaleno, sono ritornati! Con un nuovo Presidente, chiamato “portavoce”, che ha un anno di tempo per rilanciare il partito. Si chiama Grazia Francescato! Una donna come segretario del partito… Sono molto contento di vedere il mio simbolo del cuore, il sole che ride, risplendere ancora… Spero si possa arrivare al 4% dell’elettorato, raddoppiando così i consensi di sempre (infatti, solo il 2% dell’elettorato, da sempre, votano per i Verdi).

Però ho da segnalarvi l’ennesima denuncia pirla del Giornale di Milano contro le fonti rinnovabili. Oggi ha denunciato, in prima pagina, lo “scempio” causato dal parco eolico offshore in Sicilia, che secondo loro è uno scempio per la natura e produce poco. Mi auguro che Berlusconi non legga la notizia, o che non prenda provvedimenti per disinstallarlo.

Domanda: perché la cittadinanza accetta molto volentieri tutti i condomini che ci sono, che con la loro stazza rovinano l’aspetto estetico e non fanno guardare dall’altra parte del Comune; o i tralicci dell’ENEL, quelle torri di ferro arrugginito; o ancora le industrie petrolchimiche e la loro stazza, e soprattutto il loro inquinamento; oppure ancora gli inceneritori di rifiuti, che strainquinano, e non eliminano il 100% dei rifiuti, eliminandone solo il 70%, e l'altro 30% li rilasciano in Ambiente sottoforma di ceneri e di diossina; e non accettano, invece, l’eolico, che può sì produrre poco, ma quel poco che produce è energia pulita, che non inquina, e che toglie dei MW di energia alla chimica?

Se Berlusconi prendesse un provvedimento del genere, giuro che faccio una petizione al Parlamento Europeo, anche fossi l’unico pirla deficiente che firma. E se l’UE dovesse tollerare una cosa del genere… suggeritemi voi che cosa è meglio: andare a Strasburgo e mettere una bomba, legarmi, incatenarmi, attaccarmi a qualche cancello, minacciare tutti di farmi saltare in aria, o farlo a Roma, dove c’è il Parlamento italiano… Decidete voi…

Intanto festeggio il ritorno del partito del sole che ride... E speriamo che alle prossime elezioni, anche quelle regionali, a ridere possiamo ritornare ad essere noi...


mercoledì, 20 febbraio 2008

MORATORIA UNIVERSALE CONTRO GLI INCENERITORI E I TERMOVALORIZZATORI

Cari Amici,

ormai si sa che dopo la prima vittoria le altre arrivano automaticamente. Infatti, sulla scia della Moratoria Universale contro la Pena di Morte presentata dai Radicali, ora Giuliano Ferrara vuole presentare una Moratoria Universale contro l'Aborto. E allora mi sono chiesto: perché non provare a fare anche una Moratoria Universale contro gli Inceneritori e i Termovalorizzatori?

Sarà però difficilissimo riuscire a presentare il progetto in Parlamento, visto che l'80% dei partiti è a favore degli inceneritori. Ma noi intendiamo fare sul serio. Io e alcuni amici interessati all'idea vogliamo fare questo. Visto che ormai la moratoria è diventato strumento di iniziative, anche su temi delicati, perché non presentarla su questo tema così importante, e anch'esso delicato? Magari le altre Nazioni europee, che hanno a cuore il rispetto dell'Ambiente, NON COME L'ITALIA CHE PENSA SOLO AL GUADAGNO OLIGARCHICO, potranno sottoscrivere la nostra iniziativa.

Dovete sapere che per l'inceneritore di Brescia, spacciato per sicuro, gli esperti hanno trovato, nel latte delle campagne vicine, una quantità di diossina pari al 60%, e i tumori al fegato (fonte, i medici bresciani, preoccupati dell'allarmante aumento dei casi di tumori al fegato) sono aumentati parecchio in questi ultimi anni.

Noi, con questa Moratoria, vorremmo far capire a tutte le nazioni che una nazione può funzionare anche senza termovalorizzatori. Vedere l'Irlanda, che non ha inceneritori eppure le strade sono pulitissime, senza nessun tipo di rifiuti, perché li riciclano e li riutilizzano tutti; vedere la Svizzera, dove ora gli inceneritori sono utilizzati molto di meno rispetto al passato, perché hanno scoperto che con la raccolta differenziata al 100%, e con centri di compostaggio e riutilizzo dei rifiuti, la quantità di rifiuti non riutilizzabili da bruciare è molto limitata.

Voi cosa ne pensate di questo progetto? Secondo voi funzionerà? Riusciremo a rieducare l'Italia al rispetto dell'Ambiente?


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categorie: inquinamento, rifiuti, termovalorizzatori, diossina, inceneritori
martedì, 08 gennaio 2008

Età Degli Inceneritori

Come temevo.

Come sulla scia dell'incidente di Chernobyl l'Italia ha rinunciato alle centrali nucleari, così sulla scia del caos rifiuti in Campania, parte l'età degli inceneritori. E la soluzione dell'emergenza rifiuti? In Sardegna verranno portati tanti camion stracarichi di rifiuti provenienti da Napoli e provincia. E Prodi chiama subito Soru per chiedergli di approvare in fretta e furia il progetto per il termovalorizzatore di Ottana, con la costruzione di altri due inceneritori: ad Ozieri, dove si fa uno dei tipi di pane più buoni di tutta la Regione, e a Villacidro, dove proviene la maggior parte dei prodotti sardi. Questo perché la Sardegna, secondo Prodi, rischia di diventare una seconda Napoli. Grazie al pesce! Se ci portano anche i rifiuti altrui... Andiamo bene!

E quando mai si è fatto diversamente? Noi sardi, per i politici nazionali, siamo sempre stati spazzatura. Quando ci parlano di svilupo ci nascondono queste porcherie.

Ecco il nostro futuro: energia a rifiuti, diossina, prodotti locali di pessima qualità, malaria, carestie, pestilenze ed epidemie, puzza al piombo e cromo, e aumento del turismo: cumuli di spazzatura. Inizia l'età degli inceneritori, della diossina e dei prodotti locali di pessima qualità. Auspico che si piantino tanti alberi, anche per limitare il pericolo malaria e contro il surriscaldamento climatico.

Ora Soru, essendo subordinato a Prodi, deve realizzare l'impianto puzzolente. Ora Soru non ha più colpe, se dall'alto viene imposto questo scempio.

Auspico che questi stramaledetti inceneritori danneggino il meno possibile noi e l'Ambiente, che i nostri prodotti siano valorizzati, NON TERMO-valorizzati; e soprattutto che, dopo aver incenerito tutto, vengano SPENTI, e si parta con la bonifica ambientale. Basta un solo anno per incenerire tutti i cumuli di spazzatura. Un solo anno! Poi Basta! Però poi BASTA!

In Italia aumenta il turismo: uomini. Anche in Sardegna però aumenta il turismo: cumuli di spazzatura. In Italia i prodotti locali vengono valorizzati, ovunque. Qui in Saregna, invece, i prodotti locali vengono TERMO-valorizzati.

Ecco cos'è lo sviluppo...


postato da: paol84 alle ore 08:45 | link | commenti (1)
categorie: sardegna, napoli, prodi, rifiuti, diossina, soru, inceneritori
venerdì, 28 dicembre 2007

EMERGENZA VERA

Cari Amici,
è inutile che ci giriamo tanto attorno. Purtroppo in Campania si ha bisogno di un inceneritore di rifiuti. E' la soluzione, purtroppo, meno dannosa all'Ambiente e ai napoletani. Sono contrarissimo agli inceneritori, e continuo ad esserlo. Ma lì in Campania, bruciando cassonetti, senza alcun filtro che limita gli odori sgradevoli e la diossina, cosa che ha il termovalorizzatore, la situazione è invivibile e molto più pericolosa.
Decine di pecore sono morte a causa della diossina. Le ha fatte vedere a Studio Aperto. Non vi dico in che condizioni erano ridotte. Purtroppo in quelle situazioni l'inceneritore è il minor danno. L'inceneritore più moderno dicono sia in grado di ridurre la quantità di diossina emanata, non tutta, ma almeno in parte la elimina.
Certo, ricreano il 30% di rifiuti sottoforma di questa stramaledetta diossina e di ceneri, ma purtroppo non vedo altre alternative. Resta il fatto che dopo l'incenerimento rimane la certezza di tumori per la popolazione. Non so che dire. Spero si trovi la soluzione meno dannosa, e che si ammali di tumore meno gente possibile. Solo questo spero. Voi cosa pensate di questa emergenza senza fine?

postato da: paol84 alle ore 18:43 | link | commenti (1)
categorie: napoli, rifiuti, inceneritore, cancro, diossina
mercoledì, 07 novembre 2007

PRIMO OBIETTIVO RAGGIUNTO!

Cari Amici,

il primo obiettivo di ambienteonline è stato raggiunto! Infatti il Presidente della Regione Sardegna, Soru, ha detto che l'inceneritore non si farà più, perché è stata trovata una soluzione meno inquinante e più produttiva di energia elettrica!

Da ora verrà importato a bassissimo prezzo dell'olio di palma dal Nord Africa. Quell'olio verrà combustionato e servirà per produrre energia elettrica e per far abbassare le nostre bollette, visto che abbiamo sempre comprato l'energia fino ad ora.

Non so quanto possa essere dannoso e inquinante, ma sono sicuro che è comunque meno dannoso della diossina dell'inceneritore. E il nostro cibo rimane di buona qualità, a differenza di quanto non fosse se caricato di metalli pesanti e di diossina del termovalorizzatore.

L'incubo di vivere il mercoledì delle ceneri per 365 giorni l'anno è finito. Il mio sito è nato anche per questo motivo: protestare pubblicamente contro l'inceneritore che volevano costruire ad Ottana. E finalmente Soru ha cambiato idea. Ma non cambierò la mia opinione su di lui.

Comunque l'incubo della diossina, dei linfomi e dei metalli pesanti è finito. Sarò ben felice se cambiassero idea tutti gli amministratori, e se si spegnessero tutti gi inceneritori. Accendiamo insieme le nuove tecnologie di produzione di energia elettrica: i pannelli solari e l'eolico.

Un saluto a tutti,

Paolo.


il cannocchiale