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Cari Amici, ecco un articolo pubblicato su un quotidiano locale.
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Le proposte del Consorzio del bacino Taloro per 13 paesi
Progetti sostenibili, si parte con l’eliminazione della plastica GIOVANNI MARIA SEDDA GAVOI. Può nascere un’isola ecologica nel cuore della Sardegna. Un’isola che comprenda i tredici paesi del Bim Taloro (Bacino imbrifero montano) riuniti nell’omonimo consorzio che sorge dal territorio dei laghi produttori di energia pulita. Un’isola di 28 mila abitanti circa, quasi una città. Una citta pulita come la vogliono, appunto, gli amministratori del consorzio imbrifero, rapresentanti dei consigli comunali dei paesi di Austis Desulo, Fonni, Gavoi, Lodine, Mamoiada, Ollolai, Olzai, Orgosolo, Ovodda, Teti, Tiana, e Tonara. La città territoriale pulita verrà costruita attraverso un serie di interventi e azioni che il Consorzio ha compreso all’interno del progetto, che ha come scopo finale il conseguimento della sostenibilità ambientale. Il progetto partecipa al bando per il confinanziamento di progetti pilota “per l’educazione ambientale e la sostenibilità ambientale”. E avrà sicuramente i finanziamenti necessari dalle istituzioni statali ed europee e che anche il Consorzio Bim garantirà, dando del suo per avviare le principali azioni per la valorizzazione del territorio attraverso la tutela dell’ambiente. Con l’obiettivo principale della riduzione dei rifiuti, soprattutto quelli nocivi, come la plastica e l’aumento della raccolta differenziata. Per l’eliminazione della plastica il consorzio ha già programmato la distribuzione di 10 mila borse, praticamente una ogni famiglia della “città”, “per la spesa, in sostituzione dei sacchetti di plastica usa e getta”. Quest’azione comporterà la riduzione di 8 kg. di plastica per ogni famiglia all’anno e se si riuscirà a “influenzare il comportamento di soli 2.000 consumatori sia avrà una riduzione di rifiuti pari a 16.000 kg. all’anno”. Un risultato già formidabile nella lotta all’inquinamento se si pensa all’abuso dei rifiuti causati dal “malcostume” della distribuzione delle buste di plastica anche per un solo panino acquistato o, persino, per contenere un libro acquistato per approfondire l’educazione ambientale. E sull’educazione ambientale il progetto del consorzio prevede la maggior parte delle azioni. Prevede a tal scopo la distribuzione di 710 questionari, 10 mila brochures, attivazione di servizi web, 26 incontri, 13 conferenze, 200 interviste e analisi delle vendite. Attività che verranno rivolte attraverso canali privilegiati ai giovani, ma anche agli adulti e famiglie, anziani e, persino, alle pubbliche istituzioni. Perchè i risultati che si vogliono conseguire sono soprattutto quelli dell’acquisizione delle conoscenze da parte dei cittadini sulle tematiche ambientali, sull’importanza della riduzione dei rifiuti. E questo lo si vuole ottenere ppromuovendo, con il progetto ecostenibile, “una cultura diffusa fra i settori del primario, secondario e terziario, scuola, cittadini e istituzioni”. In ogni angolo di quella che dovrà diventare la “città pulita” del bacino montano del Taloro, dal Gennargentu fino alla piana di Ottana. |
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Se impariamo a risparmiare in modo intelligente, non ci sarà alcun bisogno di costruire inceneritori. Io mi oppongo agli inceneritori anche con queste iniziative, promuovendole, pubblicandole.
Un saluto,
Paolo.