Cari Amici,
vi avevo promesso, su lavoroinitalia, nel post "MALATTIA INCURABILE/2", che vi avrei aggiornato su quell'editoriale che ho letto, e avevo ragione io. Anche stavolta, in un editoriale, ci è andato di mezzo l'ambientalismo e gli ambientalisti, rei, secondo questo editoriale, di considerare da sempre l'industria come un nemico da sconfiggere, e che se l'industria sarda è in crisi è solo per colpa dell'ambientalismo.
Dice che c'è una differenza tra Ottana e Porto Marghera: che quest'ultimo polo industriale è riuscito ad emergere, a far risarcire i danni ambientali e ai lavoratori ammalati di leucemia per colpa dell'amianto, e a bonificare l'Ambiente, mentre qui in Sardegna l'ENI è riuscita a fuggire, soprattutto dai tribunali, svendendo le industrie che ora sono in fallimento.
Già... Qui non solo non siamo riusciti a bonificare, dopo la chiusura, ma nemmeno a far risarcire i danni ai nostri lavoratori, perché l'ENI è fuggita come un codardo.
E allora di chi è la colpa di tutta la crisi? Degli ambientalisti? Dell'ideologia ambientalista?
Un dubbio mi viene a proposito degli editoriali: sono notizie vere, o solo opinioni? Io opto per la seconda, anche se a mio avviso riescono ad inculcare delle "presunte verità" alla popolazione, in merito ad un gruppo di persone, ad un movimento, ad una determinata situazione. Riescono a far prendere posizione alla gente.
E' giusto che uno abbia i propri spazi su cui scrivere ciò che pensa, utilizzando i media. Ma che li si utilizzi per cercare di convincere la popolazione a pensarla come loro, questo, a mio avviso non va bene. Anche se anche io lo faccio.
Voi cosa ne pensate? Secondo voi, gli editoriali sono opinioni o verità? Attendo una vostra risposta.
