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lunedì, 23 novembre 2009

SEGRETO DI STATO SULL'ENERGIA

Sapevate che in Italia vige un Segreto di Stato sull'energia? Forse ve ne avevo già parlato in un altro post. E' il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 1° Maggio 2008. L'allora Presidente, ancora in carica, era Romano Prodi, fino a qualche giorno dopo, fino alla formazione della squadra del "nuovo" governo.
Questo decreto estende il Segreto di Stato ad altri campi di applicazione, tra cui una lunga serie di infrastrutture critiche, per cui anche "impianti c.d. civili per la produzione di energia". Che in realtà sono molto incivili.

"Questo significa che i siti per il deposito delle scorie nucleari, nuovi impianti civili per produzione di energia, centrali nucleari, rigassificatori, inceneritori/termovalorizzatori sono coperti da Segreto di Stato. Segreto che si estende anche agli iter autorizzativi, di monitoraggio, di costruzione e della logistica di tutta la filiera, quindi anche delle discariche.
Il Dpcm dice: “nei luoghi coperti dal segreto di Stato le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sono svolte da autonomi uffici di controllo collocati a livello centrale dalle amministrazioni interessate che li costituiscono con proprio provvedimento” e le amministrazioni “non sono tenute agli obblighi di comunicazione verso le aziende sanitarie locali e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco a cui hanno facoltà di rivolgersi per ausilio o consultazione”. Di fatto vengono poste sotto il Segreto di Stato anche le informazioni, le notizie, i documenti, gli atti e le attività attinenti alle materie di riferimento. In altre parole un vero e proprio divieto di divulgazione, in quanto chiunque dovesse rendere noto, per esempio, l’esistenza di una discarica di scorie nucleari nel proprio comune, rischierebbe fino a cinque anni di reclusione (art. 261 del Codice penale: Rivelazione di segreti di Stato: "Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto indicate nell'articolo 256 è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni". Art. 256 del Codice Penale: Procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato: "Chiunque si procura notizie che, nell'interesse della sicurezza dello Stato o, comunque, nell'interesse politico, interno o internazionale, dello Stato, debbono rimanere segrete è punito con la reclusione da tre a dieci anni).
Ecco a cosa è servito e come hanno inteso la militarizzazione. Questo Dpcm contrasta significatamente con la direttiva n. 2003/4/CE 28 Gennaio 2003 che disciplina l’accesso del pubblico all’informazione ambientale. Ma in pratica, questo Dpcm cosa significa? Significa che chiunque tenti di appropriarsi di informazioni inerenti alla gestione delle discariche e le divulghi è penalmente perseguibile. Significa che i comitati civici non possono ricercare notizie o informazioni relative alla gestione della discarica, significa che le amministrazioni locali non hanno né l'autorizzazione, né il potere di richiedere informazioni o documenti inerenti alla gestione delle discariche.
Ma tutto ciò fa pensare a ben altro, visto il discorso nucleare e l'esigenza e la volontà politica di riutilizzarlo in Italia e considerando che nel Dpcm, è stato incluso anche il discorso scorie nucleari, lascia pensare che nelle normali discariche potrebbero, nell'assoluto segreto, venir sversate scorie nucleari. Il tutto senza dover informare amministrazioni e cittadini. A cosa servono quindi, e qui la domanda sorge spontanea, le interrogazioni parlamentari, i ricorsi, gli esposti e le denunce? A niente, perchè su tutto vige il Segreto di Stato. Su tutto vige una "commissione ministeriale tecnica" che non deve dar conto a nessuno del suo operato. Sulla base di ciò, di questo Dpcm si deve discutere e programmare o avanzare proposte, sempre che ce ne siano. Non esistono precedenti storici o giuridici in questo senso, non esistono sentenze della Cassazione, niente su cui appigliarsi, non è mai accaduto venisse posto il segreto di Stato su servizi pubblici quali la gestione dei rifiuti. Solo i servizi segreti avranno accesso alle notizie, ai dati, ai resoconti e documenti inerenti la gestione delle discariche più discusse, neanche alle ASL e a Vigili del fuoco sarà concesso per alcun motivo di entrare in contatto con questi impianti che saranno gestiti direttamente dallo Stato attraverso agenzie e funzionari preposti. Anche tutta la documentazione sulle navi dei veleni è stata posta sotto il segreto di Stato. I cittadini e le amministrazioni locali sono tagliati fuori dai giochi".

 
(FONTE: Redazione di Informare Per Resistere)

Cosa ne pensate? Io penso che questa Commissione Ministeriale "Tecnica" dovrà rendere conto del suo operasto a DIO, PADRE E CREATORE DELLA NATURA. Che si ravvedano e che Gesù tocchi i loro cuori prima che sia troppo tardi, e prima che anche i figli di chi lavora a questa Commissione Ministeriale si ammalino di tumori o di leucemie. Altrimenti moriremo di fame. Fame di giustizia.

domenica, 22 novembre 2009

LA CATACOMBE DELL'ATOMO

Da repubblica.it:
Cinquecento metri sotto le argille dello Champagne, i francesi stanno costruendo i "sarcofagi" dove verranno smaltiti i rifiuti delle centrali atomiche. Saranno radioattivi per 300mila anni

BURE - L'ascensore viaggia a due metri al secondo. Fra pause e rallentamenti, ci vogliono otto minuti per arrivare in fondo, sotto quasi 500 metri di roccia. La cabina ha pareti e grate di acciaio, di un rosso vivace. È un ascensore da miniera. Ma questa non è una miniera. Nell'intrico di gallerie che si apre davanti alla porta si scava, solo per seppellire. L'argilla della terra che dà al mondo lo champagne accoglierà le bare di qualcosa che vivo non è stato mai, ma che ora è, e resterà a lungo, assolutamente letale. Siamo alla destinazione finale delle scorie radioattive. Queste sono catacombe: le catacombe dell'atomo. Lungo le pareti di una roccia grigia e polverosa si aprono i loculi.
Ai Comuni che hanno accettato di farsi scavare sotto campi e foreste, il governo ha distribuito circa 20 milioni di euro. Scelte zone non a rischio terremoti e nel profondo di una roccia, dove l´acqua non può infiltrarsi Ma non tutte le rocce sono uguali.
Dentro al contenitore in acciaio inossidabile, i residui sono schermati da un secondo involucro in vetro. Il costo del "cimitero" dell´atomo è di circa 60 miliardi di euro, quanto l´intero deficit italiano. L'imboccatura è un foro circolare, con un diametro di non più di settanta centimetri, che introduce ad un cunicolo profondo fino a 40 metri. Qui verranno infilati i sarcofagi, lunghi poco meno di una bara - circa un metro e sessanta - dove sono stati deposti i residui di combustibile nucleare spento, destinati a restare attivi per centinaia di migliaia di anni. Il termine tecnico è "scorie ad alta radioattività e a vita lunga". In ogni cunicolo ce ne stanno dodici: ma la successione ne prevede uno pieno e due vuoti, per limitare il carico radioattivo e disperdere più facilmente l'enorme calore accumulato.
Bure, in realtà, non è la destinazione finale delle scorie. E' un laboratorio, un modello, dove si studiano e si affinano tecniche e procedure del confinamento. Ma si sa già che il vero deposito sarà costruito a qualche chilometro da qui, dentro la stessa roccia, ai confini dei dipartimenti della Meuse e della Haute Marne, a ridosso delle colline, dove coltivatori grandi e piccoli curano, con precisione maniacale, le vigne che danno alla Francia la gloria nazionale dello champagne. La costruzione inizierà nel 2015, il cimitero comincerà ad accogliere i primi sarcofagi nel 2025. Il governo ha distribuito circa 20 milioni di euro per la costruzione di scuole e infrastrutture sul posto. La Francia spera così di aver tamponato il problema più spinoso dell'intera partita nucleare: se un reattore in funzione fa paura, qui ed ora, le scorie spaventano per 300 mila anni e via.
Non tutte le scorie, peraltro, sono così pericolose. Anzi, lo è solo una quota minima. Anche se va trattato con mille cautele ed attenzioni, ad esempio seppellendolo nel cemento, poco meno del 90 per cento dei rifiuti nucleari ha una vita radioattiva inferiore ai 30 anni. E meno del 5 per cento sono quelli con una vita semieterna e un'alta radioattività. Se togliamo da questa quota gli involucri dei reattori e delle pasticche di combustibile, restiamo con il nocciolo duro delle scorie: in sostanza, l'uranio esaurito dei reattori. Una volta riprocessato per ottenerne combustibile fresco, quello che resta è lo 0,2 per cento del totale delle scorie. Ma questo 0,2 per cento rappresenta il 95 per cento della radioattività totale. E lo 0,2 per cento di 1 milione 800 mila metri cubi - il totale di scorie radioattive che le centrali francesi avranno accumulato al 2020 - è la rispettabile cifra di 3.600 metri cubi. Dove metterli?
In una zona che non sia a rischio terremoti e nel profondo di una roccia, dove l'acqua non possa infiltrarsi. Ma non tutte le rocce sono uguali. "Quelle adatte - spiega Bertrand Vignal, dell'Andra, l'organismo francese che si occupa della gestione dei rifiuti radioattivi e del laboratorio di Bure - sono il sale, il granito, l'argilla". Il sale è difficile da trovare. I finlandesi hanno scelto il granito.
Per l'Italia, che si accinge a varare un piano nucleare nuovo di zecca, significa far salire di un gradino il livello di complessità delle scelte. Si tratta non solo di trovare un posto che non rischi terremoti e abbia la roccia adatta, per installarvi un deposito permanente di scorie, ma anche di pagarlo, facendo salire ulteriormente la fattura nucleare. Nell'ipotesi migliore (cioè che i costi rispettino il preventivo) le quattro centrali a cui pensa l'Enel costeranno poco meno di 20 miliardi di euro. Se se ne realizzassero otto, come progetta il governo, il costo sarebbe vicino ai 40 miliardi. A questi bisogna aggiungere il deposito: quello progettato a Bure costa, da solo, 15 miliardi di euro, quanto tre centrali. Poi bisogna aggiungere i depositi per le scorie meno pericolose. Il totale è vicino ai 60 miliardi di euro, quanto l'intero deficit statale l'anno scorso.
Unico luogo adatto a tumulare le scorie è la Sardegna: l'unica Regione a non avere rischio sismico.

giovedì, 19 novembre 2009

INFO DISCARICHE

Cari Amici,
un pò a sorpresa, questa settimana sono stati pochi i link sulle discariche abusive, ma non per questo le discariche sono diminuite. Anzi... Però delle due l'una: o ce ne sono di meno, o gli abusivi sono diventati così bravi da nascondere i loro rifiuti...
E un'altra sorpresa deriva dal fatto che questa settimana, invece di voler ampliare o aprire nuove discariche, i sindaci e i cittadini cominciano a protestare e a volerle chiudere. Tranne qualche caso, che vi segnalo alla fine di questo post.
Ma ora ecco le discariche abusive scoperte, ma anche tristemente evidenti:

- Bagheria muore sotto i rifiuti. Ma non è un film. Emergenza in 60 Comuni palermitani;
-
Regalbuto (EN): proliferano le discariche abusive;
-
Orzinuovi (BS): scoperta una "discarica" di slot-machine rubate;
-
Stornara (Foggia): scoperta discarica abusiva;
-
Salerno: discarica abusiva di rifiuti pericolosi;
-
Somma (NA): officina e discarica abusiva;
-
Discariche sulla Carlo Felice (Sardegna): 22 denunce
;
-
Calabria: viaggio nella regione-discarica;
-
Latina: argilla "casereccia", 16 indagati

Ed ecco il link più triste: nel posto dove producono i panettoni Bauli e Motta, vicino Verona, e precisamente nel Comune di San Martino Buon Albergo, vogliono bonificare la discarica di Ca' Vecchia, contaminata da rifiuti molto pericolosi (ammoniaca, manganese, cloroformio) scaricati abusivamente, e ampliare un'altra discarica.
Pensate che Natale gustoso che ci aspetterà con i panettoni e i pandori Bauli e Motta, grazie alla discarica.
Cosa ne pensate?

mercoledì, 18 novembre 2009

FIDUCIA SULLA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

Cari Amici,
ecco l'ennesimo scempio del Governo: la PRIVATIZZAZIONE dell'ACQUA. L'oro blu si appresta a diventare PROPRIETà PRIVATA. Il Governo infatti pone la fiducia sul "Decreto Ronchi" sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, il cui art. 15 prevede anche la liberalizzazione della GESTIONE dell'acqua.
Nel Decreto si dice che dovrà essere garantita la proprietà PUBBLICA del bene ACQUA, però verrà gestita dai privati, attraverso gare e appalti pubblici. Siccome noi sappiamo come funzionano in Italia queste gare d'appalto, immaginiamoci cosa succederà. Il Decreto, inoltre, prevede che verrà affidata la gestione "in house" soltanto per deroga o in situazioni eccezionali.
Secondo l'opposizione questa formulazione apre la strada alle privatizzazioni. Ma anche la Lega, qualora l'articolo 15 non dovesse cambiare, sarebbe pronta a votare contro, per via delle loro posizioni sempre favorevoli all'acqua pubblica (stando a quanto dice Marco Reguzzoni, Deputato della Lega).
Sarebbe davvero umiliante l'assenteismo di tanti deputati del PD. Le opposizioni votino NO compatte, senza assenteisti, poiché questo provvedimento non deve passare. Vota NO anche la Lega, quindi non vorrei che mancassero. Voi cosa ne pensate?

postato da: paol84 alle ore 07:08 | link | commenti (6)
categorie: politica, acqua, partito democratico, econegativo
martedì, 17 novembre 2009

INFO RINNOVABILI LOCALI

Cari Amici,
oggi il consueto appuntamento con le news dal sito rinnovabili.it.  Commentate anche voi queste ecopillole che sto per pubblicare. Che schifo e che falso di Paese. Come si legge dall'articolo, aumenta la raccolta differenziata, la si promuove, e poi si ha bisogno di inceneritori, ulteriori inceneritori, e di nuove discariche!, altrimenti rischiamo l'emergenza rifiuti!

"Da cosa RInasce cosa": si conclude domani, mercoledì 18, la prima settimana nazionale dedicata al riciclo.

(Rinnovabili.it) – Il riciclo è utile, sostenibile e…trendy. A dimostrarlo agli italiani sarà quest’anno per la prima volta Settimana Nazionale del Riciclo organizzata dal Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, che dal 13 al 18 novembre arriverà nelle piazze di Milano, Torino, Roma e Napoli sensibilizzerà gli italiani sul perché recuperare risorse e dare loro nuova vita costituisca un beneficio economico ed ambientale. Seguendo il filo conduttore riciclo degli imballaggi nei punti informativi che saranno allestiti sul territorio, verranno presentati al pubblico i frutti del lait motiv della manifestazione “Da cosa rinasce cosa”: una padella da 13 barattoli di acciaio, una felpa in pile da 27 bottiglie di plastica, una cartelletta da 3 scatole di carta, un vaso da 1 kg di vetro riciclato, un attaccapanni da una cassetta di legno e una caffettiera da 37 lattine di alluminio.
La Settimana Nazionale del Riciclo – commenta il presidente di CONAI Piero Perron – nasce con l’obiettivo di informare i cittadini su ciò che accade a valle della raccolta differenziata, raccontando che cosa concretamente viene realizzato grazie all’impegno dei cittadini nel separare i rifiuti, a quello dei Comuni nel raccoglierli e ovviamente a quello di CONAI che li avvia a riciclo. La raccolta, infatti, non è fine a se stessa, ma ha lo scopo di dare vita a nuovi prodotti senza attingere a ulteriori risorse, creando quindi valore economico sostenibile”.

ECOPILLOLE
10/11/09 – Piacenza Un nuovo tetto fotovoltaico in provincia di Piacenza
11/11/09 – TriesteAutonomie locali:impianti fotovoltaici per municipi e scuole
12/11/09 – Cagliari Assessore Oppi, formalizzata la decisione contro parchi eolici off-shore (PIRLA)
14/11/09 – BresciaLa tecnologia Turboden per la prima centrale a biomassa nel cuore del parco del Ticino (Ah, bene! Una centrale a "bio"masse in mezzo al parco cittadino! Che bisogno c'era di farlo? Avete il più grande inceneritore europeo all'interno della città... Poi proprio in mezzo al parco!)
14/11/09 – Firenze Rifiuti: Firenze ha bisogno di impianti, non di nuovi problemi (mi è stato detto che Firenze è circondata già da tre inceneritori di rifiuti. E ora ha bisogno di nuovi impianti? Ma in che schifo di paese viviamo???)

ECOEVENTI
11/11/09 – Trento Energia e ricerca: giornata di studio alla Fondazione Bruno Kessler
13/11/09 – Bolzano 19 novembre: convegno sulla gestione rifiuti in Alto Adige

domenica, 15 novembre 2009

TELEFONINI DA BOTTIGLIE DI PLASTICA E RICARICA SOLARE

Che la Samsung fosse attivamente impegnata nella rivoluzione verde lo si era capito da tempo, tant’è che sono già sul mercato alcuni interessantissimi prodotti che sposano incondizionatamente questa causa. Ma oggi la Società di Seul, che ha proposto con il suo Omnia HD, lancia sul mercato un vero gioiello di tecnologia ed ecocompatibilità. E’ questo il gadget che nonsolosolare.it porpone nel suo post odierno.
Stiamo parlando di Blue Earth, terra blu tradotto letteralmente, un telefono cellulare prodotto grazie al riciclo delle comuni bottiglie di plastica. L’aspetto esterno è quello di un sasso tondeggiante, di quelli che troviamo in abbondanza sulle spiaggie e nei greti dei fiumi. Il telefono, dalle dimensioni ridotte, è qualcosa di innovativo per moltissimi motivi.
Se è vero che non ricerca la sfida con il segmento degli Smartphone, questo prodotto è comunque un ritrovato di alto livello perchè incorpora pannelli solari per ricaricarsi ed essere utilizzato in situazioni di emegenza.
Inoltre Blue Earth rimarca il suo carattere ecologico per mezzo di un contapassi integrato che, oltre ad essere un prezioso strumento per l’attività fisica del suo proprietario, permette di calcolare il risparmio di emissioni di CO2 ottenuto grazie alla passeggiata a piedi. Un particolare software, infatti, rilascia questo dato in relazione alla lunghezza della passeggiata o della corsa. Ma non è ancora finita. Blue Earth ha un prezzo contenuto, una rarità nel mondo dei cellulari.
Sarà a breve disponibile anche in Italia grazie alla Vodafone, che lo renderà acquistabile sia con un apposito piano di finanziamento in comodato che con acquisto diretto, per una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ai 299 euro.
Questa volta la Samsung sembra davvero aver colto nel segno!
(FONTE: nonsolosolare.it)

Questa è meravigliosa! Che ne pensate?

postato da: paol84 alle ore 18:24 | link | commenti (4)
categorie: rifiuti, riciclo, fotovoltaico, rinnovabilinnovazione, ecopositivo
sabato, 14 novembre 2009

BELLISSIMA INIZIATIVA

Taiwan: bottiglie di plastica diventano coperte d’emergenza


Le coperte, distribuite dalla Tzu-Chi alle popolazioni bisognose, vittime di alluvioni e catastrofi, sono interamente ricavate dal riciclo della plastica, concreto esempio di azioni verdi grazie al riuso dei materiali di scarto.

(Rinnovabili.it) – Significativi traguardi ambientali sono stati raggiunti dall’industria tessile di Taipei grazie soprattutto al contributo che l’associazione di Taiwan ‘Tzu-Chi Foundation’ sta offrendo nella riduzione del degrado ambientale. Nata inizialmente come associazione di beneficenza, ha avuto modo di dedicarsi al settore sanitario, dell’educazione, del sostegno al lavoro, e di attivarsi con impegno ad attività sostenibili. In questo senso il Gruppo ha intrapreso una ricerca sulla possibilità di trasformare le bottiglie di plastica destinate alla discarica in vere e proprie coperte di emergenza per le missioni di soccorso nei Paesi poveri.
Il Master Cheng Yen, fondatore dell’associazione Tzu-Chi, grazie all’attiva partecipazione dei suoi collaboratori e alle risorse messe a disposizione, è stato in grado di risvegliare alcuni interessi dell’industria tessile e tramite l’esperienza maturata nell’ambito del riciclo di materiali la Fondazione ha investito in un progetto di tre anni con scopo di trasformare scarti di bottiglie gettate nei bidoni della spazzatura di Tapei in circa 244.000 coperte in poliestere da destinare alle zone disastrate.
Ciò è stato possibile in quanto dallo studio si è dedotto che la composizione del poliestere che costituisce le bottiglie di plastica non era poi così differente da quella utilizzata dalle fabbriche per produrre indumenti. Grazie ad una squadra di volontari il materiale plastico così raccolto e trasportato nella principale stazione di riciclo a Chun-Li, viene totalmente compresso, successivamente pulito, frantumato in piccoli pezzetti e poi fuso. In seguito a speciali processi di lavorazione, si sono così potute ricavare fibre tessili utili non solo alla produzione di coperte, ma anche di magliette, sciarpe e borse in stoffa per fare la spesa.
Tzu-Chi ha inviato i suoi volontari con le coperte e gli altri indumenti di soccorso in alcune delle aree colpite dalle grandi catastrofi, tra cui le zone del Sichuan in Cina colpite dal devastante terremoto lo scorso anno.
(FONTE: rinnovabili.it)

Un grande esempio di santità. Cosa ne pensate?


postato da: paol84 alle ore 07:17 | link | commenti (2)
categorie: discariche, rifiuti, rinnovabiliit, ecopositivo
venerdì, 13 novembre 2009

TRUFFA ATOMICA CRIMINALE

Non uso mezzi termini per definire la situazione. Se questo dovesse accadere sarebbe una truffa criminale quella legata al ritorno del nucleare in Italia.
Nel più totale silenzio dei media (ma si è venuto a scoprire lo stesso, e La Nuova Sardegna non ha tacciuto), pare abbiano istituito la Società "Difesa Servizi SpA". Basta una sua firma, senza Valutazione di Impatto Ambientale, senza studi di settore, senza verifiche di fattibilità, senza protesta da parte dei cittadini, per autorizzare la costruzione di inceneritori e di centrali nucleari, oltre che per autorizzare i luoghi e i metodi di smaltimento delle scorie radiattive.
Infatti è previsto, nel più totale silenzio dei media (ma adesso la questione DEVE saltare fuori), che sia prevista la costruzione di centrali elettriche all'interno delle aree di DEMANIO MILITARE. Quindi aree inaccessibili alla popolazione. Ovvero, all'interno delle c.d. "BASI MILITARI", americane o russe che siano. Al di dentro del filo spinato non si può sapere cosa succede.
La Sardegna ha il 66% delle basi militari, in conto di ettari di terreno, inaccessibili ai sardi, coperto da Segreto di Stato. E ora con una sola firma si potrà autorizzare la costruzione di centrali elettriche all'interno dell'area militare. Sicché il PD ha presentato una mozione per chiedere che queste centrali elettriche siano ESCLUSIVAMENTE fonti rinnovabili e pulite. Ma questo emendamento, questa mozione è stata respinta.
Ovvio quindi che vogliono costruire lì gli inceneritori e le centrali nucleari, dove non si può guardare al di là del filo spinato. E il tutto con una sola firma. La burocrazia in Italia non è mai stata così veloce.
Una notizia che se fosse confermata sarebbe davvero una truffa criminale.
Ma che cosa dovremo fare noi?


AMMINISTRATORI DEL DEMONIO PUBBLICO

Sì,
gli amministratori che vogliono aprire nuove discariche e preparano già i verdi terreni che accoglieranno i rifiuti non differenziati, e anche quelli differenziati, visto che li mischiano tutti insieme e li buttano nella stessa discarica, permettetemi di chiamarli Amministratori del DemOnio Pubblico. Chiedono aiuto al Ministro dell'Ambiente di intervenire perché non c'è più posto in discarica. Ma la Ministra, così come è logico che dica, dirà "fate un inceneritore, buttateci tutto dentro e risolvete così il problema". State a vedere. Perché tanto gli inceneritori in Italia sono l'unica soluzione possibile, la via meno dolorosa. Ma ora vediamo insieme cosa combiniamo noi "poveri diavoli" per contribuire a questa situazione:

-
Manduria (TA): sequestrati sei ettari di discarica abusiva;
- Taranto: sequestrata discarica di 90mila ettari con 45mila TONNELLATE di rifiuti speciali pericolosi;
- Brescia: area edificabile si trasforma in discarica abusiva;
- Pietralata: via delle messi d'oro: discarica perenne;
- Priolo: sequestrata discarica di ETERNIT;
- Catanzaro: sequestrata discarica abusiva di materiale di risulta;
- Agrigento: due cave e una discarica abusiva sequestrate;
- Oristano: il porticciolo turistico "affonda" tra i rifiuti;
- Scoperta ad Ispica una vasta discarica abusiva di materiale nocivo;
- Casanova: scoperta dalla forestale immensa discarica abusiva;
- Fasano (BR): sequestrata discarica abusiva di 1.000 mq;
- Degrado nel parcheggio del quartiere Magliana;
- Avellino: tre arresti per discarica abusiva in terreno agricolo;
- Dragoni: scoperta discarica abusiva;
- Il Mincio usato come discarica;
- Ancona: sequestrata discarica abusiva;
- Latisana: scoperta discarica abusiva in un terreno di 2.000 mq.

Qui in Italia, è inutile girarci attorno, la migliore soluzione sono gli inceneritori. Non è una mia "conversione", nè un cambio di veduta, ma è la tristissima realtà. Tanto è quello che vogliono. Ed è la situazione che stiamo creando noi, con la nostra inciviltà. Anzi, la mia no, io già sono a posto. Non butto mai niente per terra. Almeno quello non lo faccio. Questa settimana sono state 19. Meno rispetto alle 43 della settimana scorsa e alle 48 di due settimane fa. E l'Europa non fa niente.

giovedì, 12 novembre 2009

LOTTA AI "MULINI A VENTO"

Cari Amici,
siamo in un paese di falsi moralisti e pseudo-ambientalisti. Siamo in un paese che tenta di tornare al nucleare e che si vuole disfare dell'eolico. Siamo in un paese in cui la gente comune rifiuta l'eolico "perché impatta fortemente con il paesaggio", ma dall'altra parte abbraccia l'ipotesi nucleare "perché ce l'hanno tutti, ne siamo circondati, e le altre nazioni pagano molto meno di noi per la bolletta energetica".
Siamo in un paese che ha appena bloccato SETTE parchi eolici tra Campania, Sicilia e Sardegna. E quei sette parchi eolici, truffaldini o no, gestiti da mafiosi o no, davano un contributo al nostro benessere, e un pò più di competitività all'italia rispetto agli altri paesi europei in conto di autoproduzione di energia, e contribuivano all'avvicinamento dell'obiettivo comunitario in conto di produzione di energia da fonti rinnovabili e pulite.
Andiamo pure contro il business dell'eolico. Andiamo pure incontro alle leucemie e ai linfomi e bombe atomiche del business del nucleare. Andiamo contro queste associazioni "pseudo-ambientaliste" come Greenpeace, Legambiente e WWF, che bloccano il vero sviluppo, bloccano il consumismo e con il loro eolico bloccano il turismo. E intanto i giornali esultano. Leggete qua, da "L'Unione Sarda" di ieri, 11 Novembre:

"Il vento è un affare verde, l'eolico è una grande truffa. Il bluff sull'energia alternativa è facile da leggere: quattro in cella, altre undici persone finite nel registro degli indagati. Sette parchi eolici sequestrati, compreso quello di Ploaghe. Le generosità dello Stato servita in un vassoio in cui hanno messo le mani in molti, la torta delle erogazioni pubbliche. L'operazione «Via col vento» della guardia di Finanza di Avellino ha spazzato via come una maestralata l'intero sistema truffaldino creato da alcuni imprenditori campani e siculi. Il deus ex machina è un avvocato campano, residente a Napoli. Oreste Vigorito (63 anni) presidente dell'Anev, l'associazione industriale di categoria, di una società di calcio e finanziatore di politici campani, attraverso la sua controllata in Sardegna. Uomo affabile, grande comunicatore, inserito nei palazzi, uno che ha subito capito il business dell'eolico: i finanziamenti pubblici. È finito in cella con l'accusa di associazione a delinquere, truffa aggravata per l'ottenimento di contributi pubblici e una serie di reati minori. Le porte del carcere si sono aperte per altri tre soci: Vito Nicastri (53 anni), il promoter dell'eolico a livello nazionale dalla sua residenza di Alcamo, in provincia di Trapani; Ferdinando Rezulli (42 anni) il direttore generale delle dodici società coinvolte nell'inchiesta; Vincenzo Dongarrà (47 anni) di Enna, uomo molto vicino a Vigorito. Altre undici persone sono state iscritte nel registro degli indagati, compreso l'uomo che rendeva tutto più facile nella fase di istruttoria delle pratiche: Valerio Devalle, dirigente di un Istituto di credito da cui sono passati tutti i business plan dell'eolico made in Avellino.
Proprio così. Nella città campana erano di base nove delle dodici società (le altre tre in Sicilia) interessate dall'inchiesta. Compreso il braccio operativo nell'Isola : la Ivpc Sardegna. Ventisei turbine piazzate sulla piana di Ploaghe, sequestrate dal 2008 e affidate a un custode giudiziario. Valore dell'investimento oltre venti milioni di euro. Intervento dei privati praticamente inesistente.
Le regole della truffa erano semplicissime. Prima bisogna attestare la disponibilità di un terreno su cui costruire la centrale eolica (in genere erano terreni concessi dai comuni e poi subconcessi alle società compiacenti); successivamente dimostrare di avere consistenza patrimoniale ed economica per poter far fronte all'investimento e renderlo redditizio: nessun problema se le società potevano contare su delle consorelle nel Regno Unito che al momento opportuno iniettavano nelle casse societarie soldi provenienti da altri finanziamenti pubblici. Un giro di danari tra Olanda, Spagna e Inghilterra. Il gioco delle tre carte, delle scatole cinesi o matrioska. Un investimento sicuro: l'eolico campano vince sempre.
Ma agli imprenditori del vento è girata la bonaccia quando gli uomini della Finanza hanno iniziato ad interessarsi degli affari della Ivpc. Nel 2007 sono stati bloccati oltre 9 milioni di contributi concessi e non erogati; nel 2008 altri 19 e passa milioni, mentre quasi contemporaneamente venivano sequestrati i sette parchi eolici (6 in Sicilia 1 in Sardegna) per un totale di 185 turbine dal valore di oltre 150 milioni. Un investimento colossale, quasi interamente finanziato dallo Stato, sulle cui ricadute in termini produttivi ed economici è un mistero".

E i giornali esultano. Vittoria della giustizia, vittoria della verità, vittoria dell'Ambiente, ora che quelle pale eoliche che servivano (e non solo alle 12 società) tutte le zone dove erano installate, ora verranno disinstallate, tolte, e i turisti possono riavvicinarsi, e l'ambiente può di nuovo rinvigorirsi.
Dubito invece che scoprano gli intrallazzi del nucleare. Dubito che vogliano scoprirli. Ipocriti.

mercoledì, 11 novembre 2009

DISSESTO IDROGEOLOGICO

Cari Amici,
ancora una frana, stavolta ad Ischia. Ancora una tragedia annunciata. Ancora una volta non si è saputo prevenire. Pensate che il 68% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, e per mettere tutto in sicurezza servono fondi pari a dieci miliardi di euro. Una cifra enorme. Che comunque lo Stato ha a disposizione. Ce li ha per costruire centrali nucleari, ce li ha per il Ponte sullo Stretto e per altre infrastrutture...
Ma tutti questi fondi sono stati tagliati dal Ministero dell'Ambiente, e il Ministro Prestigiacomo non ha opposto resistenza.
Il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, accusa la Prestigiacomo: "in soli 18 mesi è riuscita a farsi tagliare ben 570 milioni di euro destinati alla difesa del suolo. Dal 1° Ottobre 2009, poi, è stata eliminata la segreteria tecnica del Ministero, che aveva il compito di istruire le pratiche per la valutazione dei progetti per il rischio idrogeologico, e di assegnare i fondi conseguenti".
Prosegue il segretario dei Verdi: "Per mettere sotto tutela il territorio a rischio idrogeologico, circa il 68% dei  comuni italiani, occorrerebbero circa 10 miliardi di euro: il Ponte sullo  Stretto di Messina, opera inutile e dannosa, da solo, ne costerà 8,8. Proponiamo quindi al governo di rinunciare a tutte le opere inutili e di realizzare immediatamente una manovra di finanza pubblica straordinaria per messa in sicurezza del territorio dal rischio idrogeologico e  sismico, rispetto alla quale siamo pronti ad indicare le relative coperture  finanziarie".

martedì, 10 novembre 2009

NUOVO CASO POLITICO

Sarebbe stata già firmata e sta per essere inoltrata alla Camera la richiesta di autorizzazione per l'esecuzione di una misura cautelare nei confronti del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, che sarebbe indagato per presunti contatti con il clan dei Casalesi nell'ambito di un fascicolo aperto dopo le dichiarazioni di quattro collaboratori di giustizia, in particolare quelle dell'imprenditore dei rifiuti, poi pentito Gaetano Vassallo.

Patto tra politica e camorra per l'inceneritore dei rifiuti

Accuse a Cosentino. La replica: macelleria mediatica
di Conchita Sannino


Ecco cosa riportano i magistrati della pool antimafia, che si occupa dei Casalesi: «Nel 2004 si rilevò un rilevante programma diretto alla realizzazione di un termovalorizzatore, in Santa Maria La Fossa, programma voluto dagli Orsi, e dai loro sponsor politici Landolfi e Cosentino, con il locale sindaco».
L'inceneritore è degli Schiavone. A parlare è l'imprenditore dei rifiuti Gaetano Vassallo, vicino ai Casalesi, estate del 2008. «Si discute della individuazione dei terreni ove realizzare il termovalorizzatore. Si trattava di un impianto differente rispetto a quello della Fisia-Fibe: da realizzare con finanziamenti dello stesso consorzio Ce/4. Era stata individuata un'area nel Comune di Santa Maria la Fossa. È per questo che nascono i problemi in quanto, nel territorio, il gruppo Bidognetti non ha nessun referente, essendo quella zona sotto il dominio di Francesco Schiavone detto Cicciariello, gruppo degli Schiavone». Aggiunge quindi Vassallo: «Ne deriva che Cosentino, con gli Orsi, per realizzare il progetto economico della costruzione del termovalorizzatore in Santa Maria La Fossa, lasciano il gruppo Bidognetti e "passano" con il gruppo Schiavone. Un passaggio "incruento" (...). In altre parole, il gruppo imprenditoriale, al fine di garantire buon esito al suo progetto, ha seguito la "geografia criminale" del clan».
In un'intervista concessa a "La Stampa" tempo fa, Cosentino si ribella alle indiscrezioni su un suo interesse legato al termovalorizzatore di Santa Maria: «Mi sono sempre opposto all´impianto, è noto». Ecco, invece, qual è la versione del collaboratore Vassallo: «Da Sergio Orsi ho avuto una conferma di questa ricostruzione. Infatti, egli mi ha spiegato che il sindaco di Santa Maria La Fossa, Abbate, mentre pubblicamente, con la popolazione contrastava il progetto del termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa, per altro verso aderiva, o comunque soggiaceva, alle necessità imposte dal clan Schiavone che sosteneva il progetto. E ho avuto un´altra conferma dallo stesso Cosentino».
Infatti Vassallo, dopo aver raccontato di un suo incontro proprio con l'onorevole, avvenuto in una sua abitazione di Casal di Principe, spiega: «Cosentino mi spiegò quali erano le vere ragioni della mia esclusione dal consorzio (...). Mi spiegò che ormai gli interessi economici del clan dei Casalesi si erano focalizzati, per l´attività in questione, nell´area controllata dagli Schiavone, e che, pertanto, il gruppo Bidognetti era stato «fatto fuori» in tale area; ne derivava la mia estromissione. In poche parole, Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte «a monte» dal clan dei Casalesi che aveva deciso che il termovalorizzatore si sarebbe dovuto realizzare in quel comune, e che anche l´affare del Consorzio Ce4/ECo era uno degli affari degli Schiavone. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell´affare».
È uno dei molti rivoli dell´inchiesta su cui è chiamato a decidere l´ufficio del Gip di Napoli. Intanto, il coordinatore Cosentino torna ieri a respingere con durezza, in un comunicato, illazioni e sospetti. «Devo constatare, con profondo rammarico e grande sconcerto, che ancora una volta alcuni organi di stampa pubblicano notizie di iniziative giudiziarie nei miei confronti. Sono vittima di una macelleria mediatica. Ciò rientra in una gravissima, persistente, pervicace diffamatoria campagna volta alla delegittimazione della mia persona, peraltro in coincidenza con importanti decisioni legate al mio ruolo politico».
(FONTE: repubblica.it)

Ecco la lobby dell'incenerimento. Ecco gli affari sporchi, ed ecco il perché dell'altissimo numero di inceneritori presenti sul territorio italiano. Rendetevene conto.

sabato, 07 novembre 2009

ILLUMINAZIONE LED A ROMA

Tratto dal sito non solo solare.

http://www.rmelectronics.it/

In un vecchio post nonsolosolare.it tesseva le lodi dei
lampioni a
led, a ricarica fotovoltaica, definendoli come la soluzione definitiva alla problematica dell’illuminazione stradale. In quella sede, piovvero critiche a quell’articolo da un lettore del blog che riteneva l’illuminazione a led ancora prematura.
A quanto pare se il comune di Roma decide in questo senso, la previsione non era poi cosi sbagliata. Il primo quartiere coinvolto sarà quello del Campidoglio. E le cifre parlano chiaro e non lasciano veramente spazio a dubbi di nessun tipo.
I vantaggi principali sono tre: costi di gestione molto piu bassi,
consumi elettrici ridotti e illuminazione più equilibrata e meglio distribuita. La voce dei consumi è davvero molto importante, perchè si calcola che in rapporto ad un normale lampione, quello a led e fotovoltaico abbia un dispendio inferiore addirittura di più del 50%. Un interesse particolare va alla durata del dispositivo, molto prolungata rispetto al classico lampione. E certamente alla manutenzione, molto meno onerosa.
Per non parlare della luce emessa che risulta più gradevole, senza emissioni ultraviolette. E l’accensione, quando cala la sera, è immediata. Tutti fattori che fanno di questa soluzione la scelta giusta.
La possibilità di estendere l’iniziativa a tutta Italia porterebbe benefici incalcolabili. Nella lotta alle
emissioni di CO2 sarebbero garantiti cospicui risparmi, e i Comuni, dai piu piccoli ai piu grandi, potrebbero in pochi anni alleggerirsi delle incombenze collegate all’illuminazione pubblica, i costi, la manutenzione.
E pensiamo a tutte quelle zone che ancora oggi sono poco illuminate o addirittura prive di illuminazione nelle ore notturne. Con enormi rischi sia per la sicurezza delle persone che per la circolazione stradale e la possibilità di incidenti. Senza necessità di collegarsi alla rete elettrica, si avrebbe luce laddove non si pensava possibile, a costi contenuti.
Siamo pronti per la rivoluzione dell’illuminazione che evidentemente, ovviamente, ancora una volta, passa per le fonti rinnovabili.

INFO RINNOVABILI.IT

Cari Amici,
per oggi eccovi due link interessanti:

- BATTERIE SOLARI;
- FOTOVOLTAICO? MEGLIO IN 3D ED INVISIBILE.

Buona lettura!


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venerdì, 06 novembre 2009

INFO DISCARICHE AVBUSIVE


mercoledì, 04 novembre 2009

ALTRI CONSIGLI UTILI

Si ringrazia l'associazione Ambiente Basso Molise per i suoi post sul risparmio energetico, e anche per il seguente post che ci dà preziosi consigli su come risparmiare acqua:

NOI SIAMO PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE
COME UTILIZZARE L’ACQUA IN MODO SOSTENIBILE?

In Italia circa il 60% dei consumi d’acqua è impiegata in agricoltura, il 25% nell’industria e il 15% in campo civile.

Anche se l’uso nel settore civile è quantitativamente meno rilevante rispetto al consumo globale dell’acqua, è qui che si consuma la quasi totalità dell’acqua potabile, che viene prodotta a partire dalle risorse di migliore qualità. Purtroppo, la cattiva condizione della nostra rete idrica fa sì che quasi 1/3 dell’acqua immessa nei nostri acquedotti viene persa strada facendo.

Dei 250 litri che ognuno di noi consuma al giorno per gli usi domestici, solo una parte viene utilizzata per il consumo diretto, per cucinare o per l’igiene personale, usi che richiedono la più alta qualità. Mentre la parte prevalente viene impiegata per usi non privilegiati: sciacquoni, macchine per lavare, lavaggio di pavimenti, giardinaggio, o persa per incuria.

Non solo: l’acqua prima di uscire dal nostro rubinetto deve essere pompata, depurata, canalizzata e, per alcuni usi, anche riscaldata. Quindi sprecare acqua significa anche sprecare energia.

Ricordiamo che esistono in commercio alcuni erogatori di acqua che riducono la portata del flusso, e che permettono così di risparmiare sulle spese di acqua e di energia. Questi dispositivi, miscelano l’acqua aumentandone la pressione e arricchendola d’ossigeno. L’acqua esce così in quantità minore, ma con maggior potenza lavante.

 

I COSTI ENERGETICI DELL’ACQUA: CONSUMI PER PERSONA E PER ANNO

Litri di petrolio   Litri d’acqua

DOCCIA                                                                   320             25.000

BAGNO                                                                    620             50.000

RUBINETTO TRADIZIONALE                             240             44.000

RUBINETTO A RISPARMIO D’ACQUA             150             23.400

LAVATRICE TRADIZIONALE                                55                4.700

LAVATRICE BASSO CONSUMO                         40                 2.600

LAVASTOVIGLIE TRADIZIONALE                     250                7.300

LAVASTOVIGLIE BASSO CONSUMO              160                3.650


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categorie: acqua, energia, consiglio, efficienza energetica
martedì, 03 novembre 2009

INFO RINNOVABILI LOCALI

Cari Amici,
a rieccoci ad un nuovo appuntamento con le news dal sito rinnovabili.it. Eccovi alcuni bei link (tranne uno che mi lascia un pò perplesso), e poi le ECOPILLOLE:

- Viterbo: l'Unione Europea finanzia il progetto "Under The Etruscan Sun";
- Toscana: Geotermia, 20 MW per la centrale "Sasso 2";
- La Sicilia investe nel fotovoltaico;
- Ecco il link che mi lascia un pò dubbioso: Efficienza Energetica, un trio tecnologico ad impatto zero.

ECOPILLOLE:
28/10/09 – Torino Euro 2 Diesel: limitazioni da gennaio 2010
29/10/09 – Sardegna Impianto fotovoltaico a Domusnovas, verifica

ECOEVENTI:
28/10/09 – Roma Sportello informativo sulla raccolta differenziata
29/10/09 – MilanoAl via la rassegna “Delizie del Ticino”, appuntamento gastronomico “a km 0”
31/10/09 – Viterbo No Nuke Day a Montalto di Castro

Vi ricordo infine, come sempre, che se venite a conoscenza di qualche fiera, o qualche progetto di un comune, una provincia della vostra regione, o la vostra stessa regione, di segnalarmi con un commento, o in privato, la notizia. Qualsiasi cosa troviate scritta sul vostro quotidiano locale che riguarda fiere ecologiche o notizie sulle fonti rinnovabili, vi prego di segnalarmele.
Cosa ne pensate, intanto, di queste?

sabato, 31 ottobre 2009

NUOVA INNOVABILINNOVAZIONE

VECCHI TELEVISORI: COSì DIVENTANO ECO-PIASTRELLE

(Rinnovabili.it) – Re.Media, azienda italiana che si adopera per la gestione a livello nazionale dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e di rifiuti di pile ed accumulatori, è stata una delle importanti presenze dell’edizione 2009 di Ecomondo. Si è aperta infatti mercoledì 28 ottobre la fiera del settore ambientale che da occasione a molte aziende di esporre progetti innovativi e nuove tecnologie da integrare nel disegno di un sistema produttivo che sia portavoce di una economia “total green”. In questo contesto si colloca anche il progetto “Glass Plus” presentato da Re.Media e mirato alla realizzazione con materiali post-consumo della prima ceramica certificata LEED.
Il sistema si basa sul riutilizzo del vetro del tubo catodico dei vecchi televisori, opportunamente “reimpastato” per produrre una speciale tipologia di ceramica preposta per la realizzazione di piastrelle.
Glass Plus contribuisce così a risolvere le problematiche legate ad un fenomeno sempre più in crescita, ovvero l’abbandono dei televisori con tecnologia CTR, ormai soppiantati da quelli a cristalli liquidi e al plasma, che essendo non facilmente differenziabile rappresentano un “ingombro pesante” per l’ambiente, per la sua salvaguardia e quella della società. Utilizzare perciò alcuni componenti di congegni elettronici e adattarli per l’utilizzo finalizzato ad altri manufatti è parte integrante della filosofia del progetto di Re.Media che assieme a Gruppo Concorde, che si occupa di ceramiche, sta orientando capacità e avanguardia in programmi si sviluppo sostenibile per il mercato. Glass plus, grazie alla strategia si riutilizzo del vetro CTR ha tutti i presupposti per essere garantita dalla certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) che verrà introdotta anche in Italia a partire dal 2010 che si occupa di promuovere la bioedilizia ed il risparmio energetico.

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categorie: inquinamento, rifiuti, tossico, rinnovabilinnovazione, ecopositivo
venerdì, 30 ottobre 2009

TETRAPAK: DATI SUL RICICLAGGIO

(ANSA) - RIMINI, 29 OTT - Circa 800 milioni di confezioni Tetra Pak, pari a 16.000 tonnellate, sono state riciclate l'anno scorso in Italia per generare nuova carta e cartone, ma  anche oggetti come il portachiavi in EcoAllene che riproduce,  come ogni anno, la mascotte della fiera internazionale Ecomondo,  in corso a Rimini.
Ottenuto dalla componente politene-alluminio, frazione  minoritaria (25%) delle confezioni, EcoAllene è impiegato a livello industriale per produrre oggetti di cancelleria e gadget. In Italia sono 3.000 i Comuni dove è possibile fare la raccolta differenziata di queste confezioni, un servizio attivo già da alcuni anni nei maggiori centri urbani e che si sta  diffondendo rapidamente, e a cui contribuiscono oggi più di 27 milioni di cittadini.
Tetra Pak, azienda svedese leader nel settore del confezionamento di prodotti alimentari con oltre 140 miliardi di confezioni vendute e una presenza commerciale in oltre 150 Paesi, negli ultimi anni ha focalizzato la propria strategia ambientale sulla riduzione degli impatti sul clima, con azioni di miglioramento delle prestazioni industriali (ottenuta tra l'altro la riduzione del 12% delle emissioni di CO2) e puntando all'utilizzo di energia elettrica da fonte rinnovabile.
I risultati di questo impegno - spiega l'azienda - evidenziano un  incremento del 25% dell'efficienza energetica degli impianti di  produzione rispetto al 2002, con il risultato di eccellenza del sito italiano di Rubiera (Reggio Emilia) pari ad oltre il 37%. E  nel mondo nel 2008 sono stati riciclati 25,6 miliardi di contenitori Tetra Pak, pari al 18,1% delle vendite. (FONTE: ANSA).

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categorie: inquinamento, energia, rifiuti, efficienza energetica, ecopositivo

INFO DISCARICHE ABUSIVE

Cari Amici,
sono sempre di più le discariche abusive scoperte e sequestrate. Ogni settimana aumentano di gravità e di numero. Ecco quelle scoperte e sequestrate questa settimana.

- Taranto: discarica sotto il ponte Punta Penna;
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Avellino: sequestrata discarica abusiva;
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Ragusa: scoperta una megadiscarica di rifiuti pericolosi;
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Vibo: sequestrata discarica vicino a officina;
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Oristano: sequestrata discarica abusiva vicino a fiume Tirso;
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Lecce: due discariche abusive sequestrate dalla GdF;
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Catania: sequestrata una discarica abusiva;
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Varese: smantellata discarica abusiva;
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Ragusa: sito industriale trasformato in discarica abusiva;
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Starnelle: il regno dei rifiuti;
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Ischia: sequestrata discarica abusiva eternit;
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Pietraperzia: carabinieri sequestrano discarica abusiva;
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Refrontolo (TV): discarica di copertoni;
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Veneto: DICIOTTO aree sequestrate dalla GdF;
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Sciacca: sequestrata discarica nel porto;
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Fasano: trovata discarica di rottami di auto, anche rubate;
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Boscoreale: rifiuti e discariche. Aumento di tumori del 400%;
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Enna: finto allevamento come discarica: tre indagati;
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Olbia: GdF scopre discarica abusiva nel mare di Santa Teresa di Gallura;
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Piedimonte Matese: discarica nei pressi del cimitero;
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Campobasso: sequestrata discarica abusiva a gestione familiare: quattro denunce;
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Melendugo (LE): sequestrata discarica abusiva;
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Reggio: discariche abusive a S. Gregorio;
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Arena (Vibo): sequestrata discarica abusiva di 5.000 mq;
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Taranto: sequestrata discarica con trenta tonnellate di rifiuti speciali.

E questo per quanto riguarda le discariche scoperte questa settimana. In tutto sono QUARANTADUE, SOLO QUESTA SETTIMANA. IL RECORD IN NEGATIVO. Sono stanco di ripetere sempre le stesse cose. Ora parlate voi. La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti, anche di chi non vuol vedere e non vuole agire.