(Rinnovabili.it) – Il riciclo è utile, sostenibile e…trendy. A dimostrarlo agli italiani sarà quest’anno per la prima volta Settimana Nazionale del Riciclo organizzata dal Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, che dal 13 al 18 novembre arriverà nelle piazze di Milano, Torino, Roma e Napoli sensibilizzerà gli italiani sul perché recuperare risorse e dare loro nuova vita costituisca un beneficio economico ed ambientale. Seguendo il filo conduttore riciclo degli imballaggi nei punti informativi che saranno allestiti sul territorio, verranno presentati al pubblico i frutti del lait motiv della manifestazione “Da cosa rinasce cosa”: una padella da 13 barattoli di acciaio, una felpa in pile da 27 bottiglie di plastica, una cartelletta da 3 scatole di carta, un vaso da 1 kg di vetro riciclato, un attaccapanni da una cassetta di legno e una caffettiera da 37 lattine di alluminio.
La Settimana Nazionale del Riciclo – commenta il presidente di CONAI Piero Perron – nasce con l’obiettivo di informare i cittadini su ciò che accade a valle della raccolta differenziata, raccontando che cosa concretamente viene realizzato grazie all’impegno dei cittadini nel separare i rifiuti, a quello dei Comuni nel raccoglierli e ovviamente a quello di CONAI che li avvia a riciclo. La raccolta, infatti, non è fine a se stessa, ma ha lo scopo di dare vita a nuovi prodotti senza attingere a ulteriori risorse, creando quindi valore economico sostenibile”.
Le coperte, distribuite dalla Tzu-Chi alle popolazioni bisognose, vittime di alluvioni e catastrofi, sono interamente ricavate dal riciclo della plastica, concreto esempio di azioni verdi grazie al riuso dei materiali di scarto.
(Rinnovabili.it) – Significativi traguardi ambientali sono stati raggiunti dall’industria tessile di Taipei grazie soprattutto al contributo che l’associazione di Taiwan ‘Tzu-Chi Foundation’ sta offrendo nella riduzione del degrado ambientale. Nata inizialmente come associazione di beneficenza, ha avuto modo di dedicarsi al settore sanitario, dell’educazione, del sostegno al lavoro, e di attivarsi con impegno ad attività sostenibili. In questo senso il Gruppo ha intrapreso una ricerca sulla possibilità di trasformare le bottiglie di plastica destinate alla discarica in vere e proprie coperte di emergenza per le missioni di soccorso nei Paesi poveri.
Il Master Cheng Yen, fondatore dell’associazione Tzu-Chi, grazie all’attiva partecipazione dei suoi collaboratori e alle risorse messe a disposizione, è stato in grado di risvegliare alcuni interessi dell’industria tessile e tramite l’esperienza maturata nell’ambito del riciclo di materiali la Fondazione ha investito in un progetto di tre anni con scopo di trasformare scarti di bottiglie gettate nei bidoni della spazzatura di Tapei in circa 244.000 coperte in poliestere da destinare alle zone disastrate.
Ciò è stato possibile in quanto dallo studio si è dedotto che la composizione del poliestere che costituisce le bottiglie di plastica non era poi così differente da quella utilizzata dalle fabbriche per produrre indumenti. Grazie ad una squadra di volontari il materiale plastico così raccolto e trasportato nella principale stazione di riciclo a Chun-Li, viene totalmente compresso, successivamente pulito, frantumato in piccoli pezzetti e poi fuso. In seguito a speciali processi di lavorazione, si sono così potute ricavare fibre tessili utili non solo alla produzione di coperte, ma anche di magliette, sciarpe e borse in stoffa per fare la spesa.
Tzu-Chi ha inviato i suoi volontari con le coperte e gli altri indumenti di soccorso in alcune delle aree colpite dalle grandi catastrofi, tra cui le zone del Sichuan in Cina colpite dal devastante terremoto lo scorso anno.
(FONTE: rinnovabili.it)
Un grande esempio di santità. Cosa ne pensate?
In Italia circa il 60% dei consumi d’acqua è impiegata in agricoltura, il 25% nell’industria e il 15% in campo civile.
Anche se l’uso nel settore civile è quantitativamente meno rilevante rispetto al consumo globale dell’acqua, è qui che si consuma la quasi totalità dell’acqua potabile, che viene prodotta a partire dalle risorse di migliore qualità. Purtroppo, la cattiva condizione della nostra rete idrica fa sì che quasi 1/3 dell’acqua immessa nei nostri acquedotti viene persa strada facendo.
Dei 250 litri che ognuno di noi consuma al giorno per gli usi domestici, solo una parte viene utilizzata per il consumo diretto, per cucinare o per l’igiene personale, usi che richiedono la più alta qualità. Mentre la parte prevalente viene impiegata per usi non privilegiati: sciacquoni, macchine per lavare, lavaggio di pavimenti, giardinaggio, o persa per incuria.
Non solo: l’acqua prima di uscire dal nostro rubinetto deve essere pompata, depurata, canalizzata e, per alcuni usi, anche riscaldata. Quindi sprecare acqua significa anche sprecare energia.
Ricordiamo che esistono in commercio alcuni erogatori di acqua che riducono la portata del flusso, e che permettono così di risparmiare sulle spese di acqua e di energia. Questi dispositivi, miscelano l’acqua aumentandone la pressione e arricchendola d’ossigeno. L’acqua esce così in quantità minore, ma con maggior potenza lavante.
I COSTI ENERGETICI DELL’ACQUA: CONSUMI PER PERSONA E PER ANNO
Litri di petrolio Litri d’acqua
DOCCIA 320 25.000
BAGNO 620 50.000
RUBINETTO TRADIZIONALE 240 44.000
RUBINETTO A RISPARMIO D’ACQUA 150 23.400
LAVATRICE TRADIZIONALE 55 4.700
LAVATRICE BASSO CONSUMO 40 2.600
LAVASTOVIGLIE TRADIZIONALE 250 7.300
LAVASTOVIGLIE BASSO CONSUMO 160 3.650